Roma, 3 feb – Il governo della Tanzania ha capito che non può esserci sviluppo se non ci sono industrie che aggiungono valore alla produzione di materie prime e per tale motivo si sta attivando per creare parchi industriali dove ospitare industrie di trasformazione. A tal proposito il presidente della Tanzania, Samia Suhulu Hassan, si è di recente recato nel distretto di Kigamboni – vicino a Dar es Salaam – dove sono iniziati i lavori per creare una città industriale da 2,2 milioni di metri quadrati e che ospiterà industrie ad alta intensità di lavoro: farmaceutiche, automobilistiche, tessili e agricole.

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Tanzania, una città industriale senza la longa manus di Pechino

A costruire questa città è il gruppo egiziano Elsewedy Industrial Complex, il quale sta realizzando anche, assieme a un’altra società egiziana, la Arab Contractors Company, una centrale idroelettrica sul fiume Rufiji per un costo di 2,9 miliardi di dollari. Questa città industriale, una volta completata, attrarrà investimenti per un valore di 400 milioni di dollari, puntando inoltre attrarre almeno cento imprese da tutta la regione e a creare 50mila posti di lavoro. Una prima parte di questa città è stata già completata, è grande 120mila ettari e contiene fabbriche che producono cavi, fili elettrici, contatori e trasformatori. Questa città industriale però non conterrà solo fabbriche, ma avrà anche un centro logistico e ospiterà una scuola di formazione per i lavoratori.

La Cina è meno vicina

L’aspetto più interessante di questo progetto sta però nel fatto che la città non sarà costruita – come spesso accade in Africa – da una società cinese, ma da una egiziana. Piuttosto significativo perché è uno dei casi in cui un progetto africano viene finanziato e portato a termine da società africane, in questo caso egiziane appunto. La costruzione di questa città industriale occuperà novemila lavoratori, di cui ottomila tanzaniani e mille egiziani. Il presidente della Tanzania ha spiegato che il progetto in questione rappresenta il culmine della collaborazione tra Egitto e Tanzania.

Giuseppe De Santis

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