Il Primato Nazionale mensile in edicola

grag van avermaet tirreno-adriaticoSan Benedetto del Tronto, 15 mar – Un solo secondo: tanto è bastato al belga Greg Van Avermaet (BMC) per aggiudicarsi il “tridente”, simbolo della vittoria nella Tirreno-Adriatico, ai danni del campione del mondo Peter Sagan (Tinkoff). Nell’ultima tappa, una cronometro di 10.050 metri, il fiammingo è riuscito a difendere l’esiguo vantaggio della vigilia, respingendo l’assalto all’arma bianca dello slovacco. Sul terzo gradino del podio il lussemburghese Bob Jungels (Etixx-Quick Step) a 23″ dalla maglia azzurra.

Sangue di Enea Ritter

La tappa è stata dominata dalla locomotiva di Berna, Fabian Cancellara (Trek-Segafredo), che ha annichilito gli avversari con il tempo di 11’08” – 54,431 km/h di media – rifilando 13″ al francese Johan Le Bon (FDJ) e 15″ al tedesco Tony Martin (Etixx-Quick Step). Migliore degli italiani Damiano Caruso (BMC) decimo sul traguardo a 22″ dal vincitore di giornata. Per lo svizzero è la sesta vittoria ad una crono nella corsa dei due mari e quello di oggi è il quarto successo stagionale. Spartacus si appresta a chiudere la carriera sulla cresta dell’onda.

Black Brain

Non sta nella pelle il trionfatore finale che ai microfono della Rai si lascia andare alla gioia: “Un secondo non è molto, ma mi è bastato per vincere. Non è stata la mia miglior cronometro – afferma Van Avermaet – ma sono molto felice di aver difeso il vantaggio, anche se per un solo secondo. Non avrei mai pensato di vincere la Tirreno-Adriatico e ce l’ho fatta, quasi 40 anni dopo il mio compatriota Roger De Vlaeminck. E’ fantastico aver vinto questa corsa”. 

Dopo le polemiche dei giorni scorsi con l’organizzazione, Vincenzo Nibali (Astana) chiude la Tirreno-Adriatico sesto a 29″ dal gradino più alto del podio, dimostrando che l’annullamento della frazione con arrivo a Monte San Vicino poteva proiettarlo in una dimensione diversa. La cancellazione della frazione è stata precipitosa, ridisegnando le ambizioni del tricolore che ora guarda con occhio diverso le corse organizzate da Gazzetta-Rcs, tanto da aver minacciato la sua diserzione al Giro d’Italia. I tempi sono prematuri, ma è certo che corridori del calibro dello Squalo dello Stretto debbono avere garanzie diverse. La carovana brilla della luce delle stelle del gruppo e se è pur vero che vanno difesi i diritti e l’integrità di tutti, la magia della salita non può essere castrata da decisioni prese a tavolino.

Lorenzo Cafarchio 

Pivert casual italian brand

La tua mail per essere sempre aggiornato

1 commento

  1. Van Avermaet è un vincitore meritevole, attaccante nato ha sempre raccolto meno di quanto avrebbe meritato nella sua coraggiosa carriera.
    Cancellara è un mito del Ciclismo con la C maiuscola, già ci manca prima del suo annunciato ritiro a fine anno.
    Tuttavia questa Tirreno è stata falsata, mai vista una corsa dei due mari senza ascese.
    Nibali merita un discorso a se, amatissimo, cercato e rispettato all’estero è praticamente sconosciuto e volutamente ignorato, se non criticato in Italia.
    Questo perchè è un uomo troppo “normale” in un paese in cui per essere mostrato come esempio o devi essere un calciatore (possibilmente idiota) oppure un anticonformista (quindi sempre un idiota).
    Consiglio a Vincenzo di chiudere la sua carriera correndo solo in quelle Nazioni dove viene amato e rispettato.
    Qui non lo meritiamo.

Commenta