Roma, 21 apr – A Torino, precisamente in Corso Vigevano, due cittadini egiziani di 62 e 71 anni sono stati aggrediti perché intenti a fumare durante il Ramadan, sebbene la loro fede fosse diversa da quella islamica. I due, infatti, sono parte della comunità cristiano-copta. Lo riporta Repubblica.

Egiziani cristiani aggrediti per fumo durante il Ramadan

Durante l’aggressione era presente la figlia e nipote dei due uomini, la quale ha testimoniato di non saper bene identificare la nazionalità degli aggressori, ma pure di essere stata discriminata più volte per la sua appartenenza religiosa al Cristianesimo. Il padre della ragazza è amareggiato dal fatto che discriminazioni simili possano avvenire anche all’interno dello Stato italiano: effettivamente la comunità cristiano-copta subisce continuamente attentati e violenze d’ogni genere in Egitto.

La ragazza ha raccontato un altro episodio preoccupante vissuto in prima persona: “Abbiamo già avuto dei problemi in passato – ha raccontato la giovane – A me è capitato in centro, ero con le mie amiche, siamo state avvicinate da un uomo con un bambino piccolo che ha iniziato a insultarci chiamandoci “impure” e dicendo che eravamo vestite come prostitute perché indossavamo abiti occidentali. Era successo sempre nel periodo del Ramadan. Il marito di un’amica di mia madre è stato aggredito perché stava mangiando durante il mese di digiuno che lui ovviamente non rispetta essendo di un’altra religione”.

Le reazioni della politica

Tra le personalità politiche intervenute sulla vicenda ci sono due deputati della Lega, (Alessandro Benvenuti ed Elena Maccanti) i quali ritengono inammissibile che la libertà religiosa presente in Italia non venga presa in considerazione, rimarcando l’importanza dell’integrazione al fine di scongiurare simili violenze. L’assessore all’emigrazione della regione Piemonte, Maurizio Marrone, giudica preoccupante l’accaduto: i due cittadini italo-egiziani vivono da ormai 40 anni nel nostro Paese, e per l’assessore stesso le città italiane stanno diventando pericolose in quanto terreni fertili per gli integralisti islamici.

È ormai chiaro quanto in Europa ci siano evidenti problemi legati al fondamentalismo islamico: episodi ancor più cruenti ci riportano alla Francia degli anni 2010, con l’attacco alla sede del giornale satirico Charlie Hebdo avvenuto il 7 gennaio 2015, l’attentato al teatro Bataclan del 13 Novembre 2015 e infine la brutale decapitazione del Professor Samuel Paty il 16 ottobre 2020. Chiaramente, la Francia non è l’unico Paese europeo appartenente all’Ue a subire simili tragedie, tuttavia le vicende documentate finora dovrebbero insegnarci che la pubblica sicurezza negli Stati occidentali, al fine di prevenire attacchi terroristici, sia fondamentale. Sarebbe opportuno potenziarla ulteriormente.

Gabriele Caramelli

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3 Commenti

  1. Altro piccolo passo verso l’integrazione. Piano piano, un passetto alla volta, arriva grazie all’accoglienza e la tolleranza di questi che non fanno parte del genere umano e che anche la terra rifiuta.

  2. Ogni Chiesa ha la sua storia, la sua terra ma per gli atei è una sovrastruttura da cancellare. Non vedremo come andrà a finire ma ritengo che piangeranno ancora in tanti tra quelli che, mal guidati, continuano a far finta di nulla.

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