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Torino, 24 nov – Orrore a Torino: una coppia di genitori frustava i figli con il filo elettrico. I genitori in questione, egiziani e musulmani, sono stati condannati a tre anni e sei mesi di reclusione, oltre a una provvisionale di 10mila euro a favore di ciascun figlio. La lunga serie di violenze senza fine erano state messe in atto sistematicamente dal 2011 al 2015 conto i quattro figli della coppia, tre sorelle e un fratello, tutti minorenni.



A frustarli era il padre, dietro la segnalazione delle malefatte dei ragazzi da parte della madre, nonostante i ragazzini, che all’epoca dei fatti avevano tra i 10 e i 17 anni la implorassero di non indurre alla violenza il loro papà. Lui, per punizione passava il filo elettrico sulle loro mani e sotto la pianta del piede, mentre erano legati a una sedia in una stanza buia e senza riscaldamento. Non solo: costringeva i figli a studiare il corano, a imparare l’arabo, e le ragazze a portare il velo.

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Tutto è partito dallo sfogo di una delle figlie a un’insegnante: “Piuttosto che tornare a casa, mi uccido”, aveva confidato. A scuola la ragazza aveva spesso delle crisi, tremava e sveniva, al punto che in classe gli insegnanti avevano un materassino per poterla soccorrere quando stava male. Ora i quattro figli si trovano ancora in una comunità protetta, psicologicamente distrutti, il percorso per portarli ad avere una vita quasi normale sarà molto lungo.

Gente senza scrupoli, per cui il pm aveva chiesto cinque anni di reclusione per il padre e tre anni e sei mesi per la madre, poiché nella sua carriera aveva visto pochi casi di questa gravità, che alla fine se l’è cavata con una pena minore. Mai, nemmeno per un attimo, durante il processo, i genitori in questione hanno dato il minimo segno di pentimento e men che meno hanno voluto riflettere sulle accuse a loro carico, rigettandole sistematicamente. L’unico commento della madre è stato: “Vivevamo in sette in pochi metri quadrati, eravamo in una situazione disperata e nessuno ha mai compreso le nostre difficoltà“. C’era infatti anche una quinta figlia, di pochi mesi, che pare non sia mai stata vittima degli episodi di violenza. Forse perché era ancora troppo piccola.

Anna Pedri

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