Roma, 23 set – Dalla Russia all’Ucraina, il presidente americano rischia sempre di inciampare nel mondo post sovietico. I democratici Usa non hanno esitato a tirare fuori richieste di impeachment per Donald Trump, reo di aver parlato di Joe Biden e del figlio con il presidente ucraino Volodymyr Zelenskiy. Una telefonata confermata dallo stesso Trump, che ha di fatto accesso di nuovo il dibattito politico statunitense sulle mosse affatto ortodosse del presidente Usa, adesso accusato di aver chiesto a un governo straniero di indagare su uno dei suoi rivali politici alle presidenziali del 2020. Ecco a voi, dunque, il Kievgate.

Nancy Pelosi, esponente di punta dei dem americani e speaker della Camera, ha definito la vicenda “un nuovo grave capitolo di illegalità” e ha aperto una messa in stato di accusa, senza però parlare esplicitamente di impeachment. Trump però dovrà affrontare l’ennesima situazione che lo vede al centro dell’attenzione mediatica per le sue relazioni internazionali, ammesso che venga dimostrata in qualche modo la sua colpevolezza.

Democratici indecisi

Adam Schiff, presidente della commissione dell’Intelligence della Camera, non ha esitato ad affermare che l’impeachment “potrebbe essere l’unico rimedio“, nel caso in cui il presidente Usa avesse davvero chiesto al suo omonimo ucraino di reperire materiale compromettente sul candidato del Partito Democratico. “Io voglio che il Paese comprenda che è l’ultima risorsa”, ha detto Schiff riguardo all’ipotesi impeachment.

Alexandria Ocasio-Cortez, giovane deputata dem divenuta in breve tempo una sorta di icona della sinistra americana, ha però attaccato duramente anche il suo partito, che a suo avviso tergiversa sulla vicenda: “Il più grande scandalo nazionale – ha detto Ocasio-Cortez – non è il comportamento del presidente che viola la legge, ma il rifiuto del Partito Democratico di avviare l’impeachment per questo”.

Eugenio Palazzini

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