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Napoli, 2 apr – I carabinieri della compagnia di Torre del Greco hanno formalizzato ben 14 misure cautelari emesse dal Gip tutte per associazione per delinquere finalizzata al voto di scambio elettorale, voto di scambio elettorale, attentati contro i diritti politici del cittadino, rivelazione e utilizzazione di segreti di ufficio, favoreggiamento, detenzione illegale di armi da sparo comuni e da guerra. 

Scambio di voti per le amministrative del 2018

Erano le elezioni amministrative del 2018 quando un’organizzazione criminale ha acquistato voti in cambio di somme veramente inique, tra i 20 e i 35 euro. A volte, invece, la merce di scambio erano semplici generi alimentari, o la promessa di posti di lavoro che in una regione come la Campania sono certamente molto ambiti. Un altro candidato alle amministrative, ora indagato, è invece accusato di favoreggiamento e di rivelazione di segreto di ufficio: avrebbe avvertito le persone intente a gestire il “commercio” di voti di un controllo delle forze dell’ordine.

Tra gli indagati il responsabile di una onlus

I due consiglieri (anche eletti) coinvolti nelle indagini sulla compravendita dei voti a Torre del Greco facevano parte di una lista civica. Uno dei due è addirittura un poliziotto: per lui il Gip ha disposto il divieto di dimora;  l’altro è uomo politico locale. Nell’inchiesta è implicato anche  il responsabile di una onlus di Torre del Greco: avrebbe infatti dirottato pacchi di generi alimentari con la sigla “Unicef”, che venivano poi distribuiti a chi aveva provato (attraverso foto sul cellulare) di aver votato “bene”.

La dichiarazione di Ferdinando Raiola, CasaPound

Sull’incresciosa vicenda interviene anche CasaPound attraverso il coordinatore regionale Ferdinando Raiola, che scrive su Facebook: “Quanto successo era nell’aria dal 10 giugno dello scorso anno. Adesso bisogna vedere se ci si vuol limitare a trovare il capro espiatorio in una decina di personaggi e lasciar continuare le cose così o se abbattere tutto il Sistema clientelare torrese, marcio da anni e non limitato alla sola attuale maggioranza”.
Ma ammonisce Raiola: “Questa è solo la punta di un iceberg, sono i pesci piccoli, ché i grossi manco si candidano. Ora bisogna essere chiari: non basta essere puliti, bisogna non essere collusi con chi è in odore di corruzione, sennò è inutile, l’erba cattiva va sradicata dalle radici”.

Ilaria Paoletti

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