Firenze, 6 ott — Perché alzare gli stipendi commisurandoli al tipo di attività richiesta, quando puoi disporre di un esercito di immigrati che si fanno andare bene qualsiasi paga per orari e condizioni da miniera? Deve essere stato questo il ragionamento alla base dell’iniziativa lanciata da alcune aziende di trasporto pubblico della Toscana. Secondo quanto riportato da Repubblicainfatti, società come Autolinee toscane e altre hanno deciso di sopperire alla mancanza cronica di conducenti d’autobus assumendo immigrati della Caritas.

Immigrati conducenti di autobus per sopperire alla mancanza di italiani

Ne mancano 40-50 in tutta la Regione, fanno sapere: colpa di questi italiani che ultimamente reclamano un po’ troppi diritti, giudicando insufficienti quelle 1200 euro al mese di stipendio per un lavoro psicologicamente e fisicamente usurante e gravato di enormi responsabilità. Senza contare che ormai, il mestiere dell’autista comporta il sapersi destreggiare in situazioni di estremo disagio e degrado portate a bordo, spesso, da quegli stranieri che ora si vorrebbe mettere alla guida dei mezzi pubblici. Sarebbe logico quindi aspettarsi che le aziende di trasporto pubblico adeguassero gli stipendi ai rischi e ai carichi di responsabilità e — non ultimo — ai rincari dell’ultimo periodo che hanno reso il costo della vita insostenibile.

Viva la schiavitù

Nulla di tutto questo: le società di trasporto pubblico toscane preferiscono tenere gli stipendi bassi e rivolgersi a gente che si accontenta di poco: gli immigrati, tramite mamma Caritas che girerà i contatti «papabili». Impiegare i disperati che pur di ottenere un permesso di lavoro per restare in italia accetteranno di buon grado quelle due lire offerte. Qui non si tratta di «lavori che gli italiani non vogliono più fare», ma di accettare condizioni vieppiù peggiori svalutando così il valore della forza lavoro complessiva e distruggendo il mercato.

Vi sarebbero poi da sollevare dei più che legittimi dubbi sulle competenze di tali aspiranti conducenti, la maggior parte dei quali arrivano in Italia senza arte né parte e senza nemmeno conoscere l’italiano. Autolinee toscane ha però assicurato che verranno presi i considerazione solamente stranieri con buon equilibrio psicofisico (valutato da chi?) e con «un livello adeguato di conoscenza, scritta e parlata, dell’italiano». Con tali premesse, i passeggeri possono dormire tra due guanciali.

Cristina Gauri

Ti è piaciuto l’articolo?
Ogni riga che scriviamo è frutto dell’impegno e della passione di una testata che non ha né padrini né padroni.
Il Primato Nazionale è infatti una voce libera e indipendente. Ma libertà e indipendenza hanno un costo.
Aiutaci a proseguire il nostro lavoro attraverso un abbonamento o una donazione.

 

La tua mail per essere sempre aggiornato

2 Commenti

  1. ma ci vogliamo mettere che ci saranno sicuramente autisti “SOSPESI E SENZA STIPENDIO PERCHE’ SENZA GREENPASS” che sono a casa da mesi? (spero che lo pubblichiate questo commento, altrimenti si capirà subito da che parte state)

Commenta