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Roma, 2 di – La vicenda della bandiera prussiana esposta sul muro della stanza di un giovane carabiniere merita alcune considerazioni connesse alla questione delle “Fake News” che viene agitata a sinistra come incombente pericolo per la democrazia. Da tre giorni ormai l’informazione è strapiena della “bandiera nazista” sia su carta che su video, all’unisono direbbe Carlo Verdone, manco esistesse ancora la televisione centrale sovietica.



Già il primo giorno mentre sui media generalisti esplodeva il caso della bandiera nazista su Facebook i cultori di storia e gli esperti di araldica chiarivano che questa bandiera non è affatto nazista, ma il vessillo della marina militare del Kaiser introdotta nel 1871 (20 anni prima che Hitler nascesse) e dismessa nel 1919 (14 anni prima che Hitler salisse al potere). Quindi i non esperti di Storia e di Araldica hanno arricchito le loro conoscenze, hanno condiviso e messo i “like”, e come è nello stile del popolo di facebook è montato un coro di pernacchie che nemmeno la Boldrini dei tempi migliori può vantare. Ma i media mainstream invece che prendere atto della topica dal secondo giorno hanno iniziato a mandare nei servizi televisivi non più l’immagine della bandiera prussiana, ma di quella nazista rossa con la svastica nera, condita da pugnali, baionette, e vari simboli nazisti. E alcuni, evidentemente i più preparati, facendo notare che la bandiera prussiana è comunque il simbolo delle nuove formazione neonaziste tedesche, nostalgiche, anti immigrati, anti Euro etc.

In realtà la bandiera incriminata è appunto il simbolo della tradizione prussiana tedesca ante Hitler, e se proprio la vogliamo simbolizzare è più corretto legarla al Conte Klaus Von Stauffenberg, il prussiano eroe di guerra che il 20 luglio 1944 piazzò una bomba sotto i piedi di Hitler, la famosa “Operazione Valkiria” organizzata dai vertici prussiani della Wermacth per porre fine alla guerra, gente del calibro di Ludwig Beck, Henning Von Tresckow, o lo stesso Erwin Rommel che non potendo essere giustiziato come gli altri cospiratori (circa 5.000 arrestati di cui circa 200 giustiziati) fu costretto al suicidio. E quindi semmai la bandiera esposta nella stanza di alloggio del giovane carabiniere può essere assunta a simbolo antinazista, non il contrario. E il carabiniere seppur giovanissimo lo sapeva, infatti ieri lo ha chiarito spiegando che avvolto in quella bandiera un ufficiale della marina tedesca si suicidò nel 1939 in opposizione alla decisione di Hitler a scatenare la II Guerra Mondiale.

Ma, obietteranno i “professionisti dell’informazione”, come facevamo noi a sapere tutte queste cose!? Noi dobbiamo essere democratici e felici (in alcuni casi a 26.000€ a puntata o 1.450€ l’ora…). E poi quella bandiera è simbolo della “Estrema Destra” tedesca! PEGIDA, il partito della destra nazionalista tedesca che si è affermato alle recenti elezioni in Germania e che ha messo in crisi il “modello Merkel”, e che agita i sonni del banchieri democratici di tutta Europa, ha nel suo logo istituzionale il gesto di gettare nel cestino della storia proprio i simboli del nazismo, del comunismo, del “sinistrismo” (lo Antifaschistische Aktion) e dell’islamismo, e tiene come simbolo proprio la bandiera prussiana incriminata (in Italia) quale simbolo della tradizione nazionale.

E ancora, come facevamo noi “professionisti dell’informazione” a sapere anche queste cose?! Anche su Wikipedia, è come un idraulico che non conosce la filettatura passo GAS, o un elettricista che non sa usare il tester o un meccanico che non sa leggere il calibro: sono le basi del mestiere. Però fa comodo essere somari per poter tenere giorni e giorni la “bandiera nazista” sui media, per intortare il pubblico anziano che su Facebook non ci va con l’incombente pericolo nazi-fascista sia in Italia che in Germania. Non perché siamo in malafede (sarebbero fake news!) ma semplicemente perché siamo somari, e quindi scambiare come al solito la realtà con la fantasia (i famosi somari che volano di una volta, avevano la stessa funzione ma oggi sono meglio pagati). Ma la somaraggine può essere ricompresa nelle fake news, almeno come reato colposo? No! Se difende la democrazia. Uno potrebbe fare il confronto con la caduta dell’Impero Romano, ma è più attinente il fallimento del Circo Togni.

Luigi Di Stefano

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7 Commenti

  1. Povera stampa e poveri politici che ci marciate con questa bufala.Ma prima o poi dovrete rispondere a noi italiani delle vostre azioni…

  2. Ogni pretesto viene colto dai sinistri per ergersi a paladini della Libertà. Un giochino ormai buon solo per boccaloni e utili idioti.

  3. splendida disamina storica e giornalistica,in linea con i migliori pezzi del Primato Nazionale.

    mi permetterei di aggiungere -umilmente quanto risolutamente- che se la Procura Militare non dovesse ravvisare alcuna ipotesi di reato,un Ministro della Difesa che senza troppi problemi ha accusato un Carabiniere in servizio di essere “Nazifascista” dovrebbe rassegnare prontamente le DIMISSIONI;

    il fatto che abbia diffamato pubblicamente un Militare in base ad una ignoranza specifica sul Vessillo in questione (definito addirittura “nazifascista”) o ad un retropensiero prontamente suggeritogli dalla stampa amica,non cambia la gravità della affermazione postata pubblicamente.

  4. Ahahahahah! articolo spassosissimo! Questi giornalisti inventa notizie dei media mainstream ci provano sempre e in ogni modo…. LA FAKE NEWS è LA LORO!!

    VERGOGNATEVI !

  5. mi permetto in calce di girarVi la notizia:

    “L’ex Generare dei Carabinieri Antonio Pappalardo non ha tollerato le accuse mosse nei confronti del giovane Carabiniere di Firenze e, unitamente all’avvocato Sechi, ha presentato una denuncia per diffamazione aggravata, minaccia aggravata ed abuso d’ufficio nei confronti del Ministro Roberta Pinotti”

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