Roma, 14 nov – Ora c’è anche il “Trans live matter”, e in effetti è strano aver dovuto attendere così tanto. Come riporta Milano Today, la manifestazione per il la vita dei trans si terrà nel capoluogo lombardo.

“Trans live matter”, a Milano la manifestazione

“Trans live matter”, ovvero, la vita dei trans conta. Gli Lgbt, insomma, ci spiegano che picchiare e ammazzare i trans non si fa. La manifestazione grazie alla quale scopriremo l’ovvio (ma con tanti sermoni sul fatto che non ci prestiamo attenzione abbastanza) è previstas per domenica 20 novembre a Milano, in occasione della “giornata internazionale per la memoria transgender“. Il tutto organizzato dalla “associazione per la cultura e l’etica transgenere e dallo sportello trans di Ala Milano onlus”. Ovviamente non mancherà Gianmarco Negri, “primo sindaco transgender d’Italia” e figuriamoci se non poteva esserci Vladimir Luxuria, ex-politico che oggi presenzia soprattutto nei talk show di gossip.

“Vogliamo un registro di genere”

Gli organizzatori delle associazioni si esprimono così: “In una stagione politica in cui i pochissimi e fragili diritti delle persone transgender sono a rischio, abbiamo deciso di unire le forze e di chiamare la prima marcia trans milanese. Porteremo le nostre vite, il nostro dolore e la nostra indignazione nelle vie più centrali della città di Milano per dare un segnale preciso alla società, alla politica e alle istituzioni: le vite delle persone trans contano, e noi, e tutti i nostri amici, sostenitori e alleati siamo pronti non soltanto a celebrarle e a ricordarle, ma anche a rivendicarne il pieno diritto di cittadinanza nella società civile, contro ogni forma di discriminazione, violenza, tentativo di invisibilizzazione e delegittimazione”. La grande chiusura su un grande classico: “Intendiamo altresì dare un segnale al sindaco, che abbiamo invitato a marciare con noi”, perché sia il primo cittadino che il consiglio comunale “diano attuazione alla mozione approvata dal consiglio comunale lo scorso maggio che istituisce il registro di genere.”

Alberto Celletti

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