Giovanni-TrapattoniRoma, 3 apr – Germania-Italia: i tedeschi stanno dissezionando la difesa azzurra quando Okaka palla al piede cerca El Shaarawy in profondità, Mustafi allunga le leve e stoppa l’azione. Dall’altoparlante della televisione, sintonizzata sui canali Rai, arriva la voce di Giovanni Trapattoni: “Porca puttana”.



Giuan da Cusano Milanino è da settembre scorso seconda voce delle telecronache targate tubo catodico pubblico per quanto riguarda la nazionale italiana, ed in questi giorni si è aperta una voragine intorno all’imprecazione, di martedì sera, facendo storcere il naso ai vertici della Rai. I puristi del vocabolo “taglia e cuci”, della “sciabolata morbida” e del “ce ne andiamo a Berlino” restano inorriditi davanti alla semplicità di locuzione del Trap che parla come mangia, ma sopratutto pensa ancora di essere a bordo campo con l’acqua santa nascosta nella giacca e dita in bocca pronto a fischiare.

Trapattoni contro la Bulgaria, durante le qualificazioni agli Europei di Francia, è riuscito nell’impresa di ripetere “non lasciamoli arrivare lì” per dieci volte in venti secondi e più che ricordare la solenne interpretazione della gara di Sandro Ciotti, ricorda l’amico logorroico che ti accompagna al bar a vedere la tua squadra del cuore. Ci crede, si incazza, manda a quel paese gli altri avventori della locanda e sopratutto si sente parte integrante della maglia azzurra.

Contro Malta si è lanciato nella metafora della spugna, per commentare la difesa della nazione isolana, che accumula acqua fino a doverla cedere nell’ambiente. Figure retoriche di immediata comprensione, confusionarie, ma che arrivano allo spettatore e lo fanno sorridere. Trapattoni, con alto senso di dovere, ha risposto presente alla chiamata da parte della TV di stato mettendosi le cuffie e brandendo un microfono pronto a portare la sua verve nelle case dei tifosi italiani, senza mai prendersi troppo sul serio.

Per amore della nazionale italiana abbiamo dovuto sopportare Salvatore Bagni, Marco Mazzocchi che nella notte di Ivan Bogdanov, mentre la nazionale serba salutava la tifoseria con le tre dita al cielo, invocava il 3-0 a tavolino. Abbiamo, dunque, gli anticorpi e la volontà di tenerci stretto il Trap con tanti saluti agli “strunz” che non capiscono la sua metafisica fatta di italiano medio che comunque non si arroga il diritto di essere sapiente e misurato.

Lorenzo Cafarchio

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2 Commenti

  1. E alla Ferrari che tifa contro,nessuno dice niente perché’ nuora di De benedetti ? Bel paese di..

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