Trento, 25 lug – Non è la prima volta che i tribunali si sostituiscono alla politica. A quanto pare, i giudici italiani si sentono superiori ai legislatori. Era già successo con le adozioni di bambini a coppie omosessuali. Ma è questo anche il caso di una curiosa vicenda avvenuta a Trento. Ora, dunque, anche in Italia il cambio di sesso del genitore figurerà sui certificati di nascita dei figli, che in questa fattispecie si ritrovano ufficialmente con due madri. Il Tribunale di Trento ha infatti ordinato la rettifica «da maschile a femminile» del sesso di Antonio P., il cui nuovo nome Antonia compare adesso anche sugli atti di nascita dei figli. La sentenza, emessa dal collegio presieduto dal giudice Roberto Beghini, risale a marzo scorso, ma solo due giorni fa il Comune di Trento ha dato seguito alla modifica su tutti i documenti.
Come ha raccontato Antonio P., ora Antonia, «per me era fondamentale, con la rettificazione si è concluso un percorso lungo e importante che anche i miei figli hanno vissuto con me: se il mio vecchio nome fosse rimasto da qualche parte sarebbe stato incompleto». La transizione è stata cominciata dall’uomo circa 10 anni fa, quando i figli erano adolescenti: «I mie figli ci sono sempre stati, non ho mai interrotto i rapporti con loro neppure dopo la separazione da mia moglie. Anche i loro amici erano al corrente e mi hanno frequentata in questi anni. C’è stato soltanto qualche problema con alcuni compagni di scuola, ma i ragazzi l’hanno gestita in un modo che c’è solo da essere orgogliosi di loro». Antonia ha dunque aspettato che i figli diventassero maggiorenni per procedere anche ufficialmente al cambio di sesso: «Volevo che potessero dire la loro in modo formale nel procedimento senza che dovessero essere rappresentati dall’altro genitore. Non è stato facile per loro ma hanno capito l’importanza che aveva per me comparire con la nuova identità e lo hanno accettato».
Sebbene la normativa italiana sulla transessualità sia datata 1982, sino ad oggi però non veniva modificato il nome del genitori nel certificato di nascita dei figli. Come ha spiegato Alexander Schuster, avvocato di Trento che ha assistito Antonio P., «questa volta abbiamo chiesto al giudice di esplicitare nella sentenza che il Comune dovesse modificare sesso e nome sugli atti di tutta la famiglia. È naturale, perché non possono esserci due identità diverse relative alla stessa persona». Tuttavia, questa procedura «non si faceva per i cambiamenti di sesso sugli atti di nascita dei figli. Nella legge del 1982 questo aspetto non era menzionato – prosegue Schuster – perché evidentemente allora non era concepibile: si preferiva tollerare che la persona avesse contemporaneamente due identità nel registro di stato civile piuttosto che i bambini avessero due papà o due mamme». Ora però si può festeggiare: «Alla fine è potuto cadere anche questo tabù».
Federico Pagi

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