Roma, 7 nov –  Uffizi in Cina. Ne parla l’Ansa, ma lo rilancia anche FirenzeToday. D’altronde, la notizia ha un suo rilievo, non solo per gli appassionati di arte ma per chi, comunemente, non può che recepire la potenza del nostro patrimonio artistico.



Uffizi e Cina, l’accordo

Qualcuno ha fatto paragoni con il Louvre, precisando che no, non siamo ancora a quel livello, visto che il museo francese ha aperto una succursale ad Abu Dhabi. La partnership tra le Gallerie degli Uffizi e il Bund One Art Museum di Shangai si svilupperò nei prossimi cinque anni, e potrebbe condurre a nuove relazioni future non solo tra Uffizi e Cina, ma tra Roma e Pechino.

L’accordo, raggiunto durante il China international import Expo 2021, prevede 10 esposizioni nei prossimi 5 anni a Shanghai: le opere proverranno dalle collezioni degli Uffizi ma anche da altri scambi di natura culturale. Le prime mostre si terranno tra aprile 2022 e luglio 2023. E le prime opere saranno di Canaletto, Botticelli e Raffaello.

Quando alla “ricompensa” gli Uffizi riceveranno due milioni di euro dal Bund One Art Museum di Shangai: una cifra che potrà aumentare a seconda dell’affluenza. Le esposizioni non riguarderanno i pezzi più pregiati, come la Nascita di Venere.

Mostre fino all’estate 2023

Le mostre partiranno in primavera, quando circa 50 opere di Botticelli ed altri artisti, verranno trasferite momentaneamente a Shangai. La prima esposizione si chiamerà “Botticelli e il Rinascimento”, la seconda partirà nel settembre 2022 e dedicata a Raffaello e gli autoritratti. Infine, la terza si concentrerà con il Settecento e le opere di Canaletto.

Eike Schmidt, direttore della Galleria degli Uffizi, ha così commentato: “Siamo tra i pochissimi, se non l’unico museo al mondo che si può permettere di mandare all’estero opere importanti senza perdere nulla della sua ricchezza”, definendo l’operazione “un enorme volano dal punto di vista culturale”.

Alberto Celletti

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