Budapest, 18 gen – In Ungheria continua senza sosta il braccio di ferro tra il primo ministro, Viktor Orban e il noto speculatore americano-ungherese, George Soros. Il governo magiaro, ha annunciato ieri il ministro dell’interno Sandro Pinter, sta per presentare un piano comprendente varie leggi per ridimensionare le attività delle associazioni e delle organizzazioni riconducibili a Soros. Tra le misure previste dal Piano “Stop Soros!” vi è il divieto di entrata in terra magiara per il magnate, nuove sanzioni e un’imposta del 25% sui finanziamenti provenienti dall’estero per l’Open Society Foundation e altre Ong riconducibili a Soros.

La dura campagna governativa mira a contrastare le ingerenze delle Ong che favoriscono l’immigrazione illegale in Ungheria. Nel settembre scorso oltre due milioni di ungheresi si erano già espressi contro il Piano Soros, che consisterebbe “nell’ingresso in Europa di un milione di immigrati all’anno”, in una consultazione pubblica. La campagna era stata corredata da milioni di volantini e manifesti con lo slogan “Il 99% degli ungheresi rifiuta l’immigrazione illegale. Non lasciamo che Soros abbia l’ultima risata” e il faccione sghignazzante del magnate in bella mostra.


Il consenso di cui gode il primo ministro Orban e il suo partito Fidesz è altissimo grazie all’economia in forte crescita, l’aumento dell’occupazione e il secco no alla politica europea di accoglienza dei migranti. Infatti, Orban si avvicina alle prossime elezioni dell’8 aprile da favorito, secondo i sondaggi il suo partito è accreditato intorno al 50% di preferenze, il che gli consentirebbe la maggioranza assoluta nell’Assemblea nazionale come nel 2014.

Guido Bruno

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3 Commenti

  1. ….errore legislativo.. no tassa al 25, ma al 75…. ingresso libero per soros con annesso processo per ”attività contro il polo ungherese” e fucilazione..

  2. Soros sarebbe da arrestare e condannare per crimini contro l’umanità. Già che siamo, mettere al gabbio anche la pletora dei suoi servi europei.

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