New York, 25 ago – Mancano poche all’edizione 2018 degli US Open, l’ultimo slam della stagione a cui l’Italtennis versione maschile si presenta con ben sette partecipanti pieni di speranze per i nostri colori.
L’uomo di punta è Fabio Fognini, per lui in stagione 3 titoli ATP 250, di cui l’ultimo sul cemento di Los Cabos oltre che alle altre due su terra. Esordio non proibitivo per lui a New York contro la wild card di casa Mmoh. Il tabellone lo ha collocato nella parte bassa dove potrebbe incrociare Federer, non in formissima nella recente finale di Cincinnati ma pur sempre la leggenda vivente di questo sport. Marco Cecchinato, due titoli in stagione e una splendida semifinale a Parigi raggiunta nello stupore generale e impreziosita dalla eliminazione del tennista del momento, tale Novak Djokovic vincitore di Wimbledon e Cincinnati, inizierà la sua avventura nella parte alta della parte bassa del tabellone. La prima sfida lo vedrà opposto al francese Benneteau al suo ultimo slam. Una zona di tabellone non proibitiva fino al possibile incrocio, agli ottavi,col croato Cilic, bravo, solido ma non impossibile. In salita la prima per Andreas Seppi contro l’ostico padrone di casa Sam Querry.
Riflettori puntati anche sul nuovo tennista del momento, il romano Matteo Berrettini. Fisico possente, solida e potente prima di servizio e ritrovata consapevolezza per un atleta che causa diversi infortuni sembrava essersi smarrito. Al primo turno, guidato dalla sapiente regia di coach Santopadre, avrà di fronte lo statunitense Kudla, ampiamente alla sua portata sia in termini tecnici che tattici. Al secondo turno potrebbe sfidare l’argentino Del Potro, capace nella scorsa stagione di entusiasmare il pubblico di Flushing Meadows, ma che al momento parrebbe non al massimo della condizione. Infine il ritrovato Paolo Lorenzi, reduce da due brillanti vittorie sul circuito Challenger, che l’anno scorso si arrese al quarto turno contro il finalista della edizione 2017, Kevin Anderson. Dal torneo di qualificazione si sono aggregati anche Stefano Travaglia e Federico Gaio a testimonianza del nostro brillante momento.
L’Italtennis maschile si presenta all’appuntamento degli Us Open con ben sei titoli conquistati in stagione, sei vittorie nei tornei 250, il cui totale punti è secondo solo alla Spagna di Nadal. Per trovare queste soddisfazioni azzurre è necessario far tornare indietro le lancette dell’orologio della storia al 1977, l’epoca di Panatta, Barazzuti e Bertolucci. Se questi sono i risultati sul campo, la FIT ha i numeri per esprimere soddisfazione sul breve termine con gli introiti sempre crescenti del 1000 di Roma che anno dopo anno registra aumenti del fatturato di tutto rilievo così come la sua tv Supertennis segna forti incrementi negli ascolti con la sua programmazione in chiaro della defunta Coppa Davis, la Fed Cup e i tanti tornei 250 e 500 maschile e i Premier Five femminili. A tutto questo bisogna aggiungere che secondo una ricerca del sole 24 ore e del sito della FIT, i tesserati dal 2001 al 2016 i tesserati sono aumentati di oltre il 150% A fine 2016 erano 334.123 contro i 129.797 di fine 2012, per un aumento del 157,4%.
Numeri importanti che però non spiegano i tanti punti interrogativi che circondano le aspettative delle azzurre, al momento legate ai risultati della unica atleta presente a New York, Camila Giorgi. Tra la maceratese, attualmente numero 45 della classifica WTA e la seconda azzurra, Martina Trevisan ci sono ben 132 posizioni. Troppo il divario tra la prima e la seconda tennista italiana. La mancina toscana purtroppo si è arresa nella finale delle quali lottando fino alla fine ma non è bastato per accompagnare la Giorgi nel tabellone principale di questi Us Open.
Bruno Morobianco

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