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Variante Omicron? La scusa perfetta per proporre già la quarta dose

by Adolfo Spezzaferro
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Roma, 29 nov – L’allarme sulla variante Omicron, isolata in Sudafrica e che per adesso non comporta ricoveri né forme gravi del Covid, sembra la scusa perfetta per parlare di quarta dose di vaccino. Non solo Bassetti, il super fan della puntura che da tempo spinge per una quarta inoculazione (chissà come mai), ma anche altri esperti dicono che non è da escludersi. E’ il caso di Franco Locatelli e di Alberto Mantovani. Insomma, mentre anche l’Oms avverte che non bisogna fare allarmismi, perché con la Omicron non sono ancora stati rilevati casi gravi o ricoveri, i super pro vax di casa nostra colgono l’occasione al balzo.

Variante Omicron, Locatelli non esclude quarta dose

Ci sarà una quarta dose, e dovremo abituarci all’idea che questo vaccino va aggiornato con dosi booster nel tempo? “La risposta onesta è che non si può escludere“. A dirlo è Franco Locatelli, coordinatore del Cts, il Comitato tecnico scientifico, e presidente del Consiglio superiore di Sanità (Css), ospite a Buongiorno su Skytg24. “Non sappiamo – spiega – quale sarà la protezione conferita dalla terza dose. Per analogie con pregressi vaccini la terza dose genera una risposta di memoria più efficace ma da qui a dire che ci conferirà una protezione che dura per anni ce ne corre“. “Una quarta dose – conclude Locatelli – non si può escludere. Non si può dire con certezza in questo momento che verrà somministrata, ma non si può neanche escludere. Più che mai la scienza deve basarsi sulle evidenze che progressivamente si accumulano”.

Mantovani: “Terza dose potrebbe predisporre a quarta dose aggiornata”

Dal canto suo, il direttore scientifico di Humanitas Alberto Mantovani spiega che vaccini garantiscono una certa efficacia anche contro la variante Omicron. È infatti “improbabile” che il virus “sfugga del tutto” alla copertura vaccinale. In un’intervista alla Stampa, l’immunologo ricorda come “davanti ad altre varianti preoccupanti, come la sudafricana Beta e l’indiana Delta, i vaccini hanno offerto una protezione ridotta, ma significativa”. Ecco perché Mantovani ritiene che sia importante fare il richiamo anti-Covid. “La terza dose potrebbe dare una buona protezione per Omicron e predisporre meglio – aggiunge – a un’eventuale quarta dose aggiornata“. Anche le terapie potrebbero essere aggiornate: “Gli anticorpi monoclonali sono legati al virus e dunque si sta verificando”, spiega. Al momento è “difficile parlare di immunità di gregge – prosegue l’esperto- non cambia però l’obiettivo di vaccinare il 90% degli italiani”.

Ma per la Salmaso forse potrebbe bastare la terza dose

Una voce fuori dal coro, o quanto meno non così convinta sulla necessità della quarta dose è quella di Stefania Salmaso. Ospite ad Agorà su Rai3, l’ epidemiologa sottolinea che “si è visto che la reazione immunitaria alla terza dose è quella di una produzione di anticorpi molto superiori anche al ciclo primario. Da sempre diciamo che se il Covid diventerà un’infezione endemica dovremo continuare ad avere vaccini magari periodici contro le varianti che si sono rivelate più pericolose. E’ molto presto, è inutile adesso spaventare le persone dicendo che dobbiamo continuare“, avverte la Salmaso. Insomma potrebbe bastare la terza dose.

Adolfo Spezzaferro

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