Roma, 29 nov – Diventa sempre più probabile l’assenza di Novak Djokovic agli Australian Open, che si terranno a Melbourne in gennaio. Il motivo? Djokovic non ha intenzione di farsi somministrare il vaccino anti-Covid, che però gli organizzatori del torneo hanno reso obbligatorio per tutti i partecipanti. Di conseguenza, il tennista numero uno del mondo probabilmente non volerà in Australia per difendere il titolo. A dichiararlo è stato il padre del tennista serbo, che ha definito un «ricatto» l’introduzione dell’obbligo vaccinale da parte delle autorità australiane.

Djokovic contrario al vaccino

In un’intervista al canale televisivo serbo Prva, Srdjan Djokovic, padre di Novak, ha sostenuto il figlio parlando di libertà di scelta in merito al vaccino: «Credo sia un diritto personale non divulgare le proprie scelte mediche, questo è garantito dalla Costituzione e ognuno ha il diritto di decidere per sé stesso». Finora, in effetti, il tennista non ha mai voluto rivelare dettagli sulla sua privacy e, ha aggiunto il genitore, «non credo che Novak dirà mai se si sia vaccinato o meno. E, ripeto, ha il diritto di decidere ciò che vuole».

Gli Australian Open senza il campione

Viste le misure stringenti sul vaccino dello Stato di Victoria, la cui capitale è Melbourne, sede del torneo, Djokovic aveva messo in dubbio la sua presenza agli Australian Open già un mese fa. Ora, però, il padre lascia intendere che la decisione è quasi definitiva: «Novak è probabile che sotto ricatto non giochi. A queste condizioni, probabilmente non credo ci sarà. Sono stati imbarazzanti gli annunci dei governanti delle province australiane, che hanno chiamato in causa il nove volte campione d’Australia». E inoltre, «che cosa significa che ci sono vaccini riconosciuti e altri non riconosciuti? Il vaccino russo non è riconosciuto? Secondo i nostri criteri, quello cinese e quello russo sono riconosciuti eccome».

Gabriele Costa

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