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“Vi spiego il Salento nello sport”: così Raffaele Pappadà a pochi giorni da “Nardò La Neretina”

by Stelio Fergola
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Raffaele Pappadà giornalista sportivo

Roma, 10 ott – Abbiamo raggiunto Raffaele Pappadà, giornalista sportivo salentino, gradito ospite della rassegna letteraria “Nardò La Neretina: Festival della cultura controcorrente”, che si terrà nella cittadina pugliese tra il 13 e il 15 ottobre prossimi.

Pappadà e lo sport in Salento: l’intervista

Pappadà, come valuti l’organizzazione di questo festival?

Nardò è un centro comunque abbastanza grosso. Sono contento che ci siano iniziative di questo tipo in Salento, che favoriscono ulteriore fermento culturale e crescita anche politica di tutta la comunità del territorio

La conferenza a cui parteciperai è intitolata “Salento e Sport”. Qualche anticipazione?

Parleremo sicuramente dell’impatto dello sport sul territorio, in particolare concentrandoci sulle due discipline molto popolari da queste parti, il calcio e il basket e dell’impatto che possono avere all’interno di una comunità relativamente grande ma inferiore a tante altre. Fa impressione la concentrazione e l’affluenza agli eventi sportivi. Del basket si è parlato su tutto il territorio nazionale, con il consolidamento della squadra della città in serie A2. Tuttò ciò ha una naturale influenza sociale, ed è chiaro che esso rappresenti un importante ambito di analisi e di dibattito.

Come nasce il Pappadà giornalista sportivo?

Sono partito proprio dal Salento, da una Tv locale (Telerama), all’inizio ero uno stagista che seguiva dalla Serie A fino alla Promozione o Prima categoria, aggiornando i risultati in diretta. Da lì si è avviato un percorso per quello che è sempre stato il lavoro dei miei sogni (a volte ero impegnato anche 15 ore al giorno), la prima partita commentata, la prima trasmissione e infine, 11 anni fa, l’arrivo a Milano con il successivo approdo a Mediaset.

Un commento sulle prospettive – se ci sono – del calcio italiano in questo momento storico?

Secondo me è difficile fotografare con oggettività il calcio italiano in questo momento, perché abbiamo delle sensazioni contrastanti. Da una parte c’è il sentore che la situazione come qualità del gioco sia migliorata, grazie anche a un livello uniforme tra le squadre, le cui distanze sono ridotte e quindi generano risultati spesso sorprendenti e interessanti. Dall’altro il paragone con gli altri massimi campionati europei la differenza è la solita in negativo, come infrastrutture e settori giovanili.

Cosa ti aspetti dalla conferenza di Nardò?

Una bella chiacchierata stimolante anzitutto, visti anche gli interlocutori preparati che dibatteranno con me. Conosco da una vita il presidente del Lecce Saverio Sticchi Damiani, che ha creato un modello virtuoso con il club anche a livello nazionale e con cui ebbi modo di interloquire già dai tempi di Telerama.

Stelio Fergola

 

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