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Trieste, 5 nov – Oltre ventimila persone, una grande prova democratica, una “folla” antifascista in grado di “respingere” CasaPound. Se uno desse per vere le notizie della sinistra e dei giornali allineati al pensiero unico, difficilmente riuscirebbe a capire cosa è effettivamente avvenuto a Trieste sabato scorso. Tra numeri gonfiati, omissioni e letture propagandistiche, mancano un po’ di pezzi alla narrazione della manifestazione antifascista che si è opposta al corteo di CasaPound (che in barba ai i toni allarmistici della vigilia, si è svolto con ordine, partecipazione e nella massima tranquillità).
Chi si informa leggendo Repubblica e Huffington Post difficilmente saprà che alla manifestazione indetta dalla sinistra triestina c’è stata una aggressione ai danni di Niccolò Miotto, un giovane iscritto al Partito Democratico. Per buona parte della manifestazione infatti, gli attivisti del Pd sono stati ripetutamente minacciati da un gruppo di anarchici, che a un certo punto hanno strappato bandiere e striscioni ai dem. Nel parapiglia Nicolò Miotto è caduto facendosi male alla schiena e al braccio, dovendo così ricorrere alle cure in ospedale. Immaginiamo se una situazione del genere fosse accaduta al corteo di CasaPound che tipo di risalto avrebbe avuto la notizia. In questo caso è rimasta confinata nella cronaca locale.
Se i numeri gonfiati sono un must un po’ di tutte le manifestazioni, c’è da dire che a Trieste gli organizzatori della manifestazione anti CasaPound si sono impegnati: passare da 5 mila scarsi rilevati dalla Questura a oltre 20 mila dichiarati ce ne vuole. Considerata la chiamata alle armi di tutta la sinistra del Friuli Venezia Giulia e parte della Slovenia, dal Pd fino all’estrema sinistra, passando per sindacati e centri sociali, qualcosina in più si poteva fare. Poco risalto anche per il consueto oltraggio ai martiri delle foibe (e i cori contro le forze dell’ordine), pure questo un refrain piuttosto consolidato agli happening antifascisti.
Dulcis in fundo un’altra cattiva abitudine dei cortei di sinistra: la sporcizia.Non servono parole perché le foto sono esplicative! Questa non è civiltà, questo non è rispetto ma semplice dimostrazione di menefreghismo. Altro che festosa manifestazione”, ha scritto Luisa Polli, assessore all’Ambiente del Comune di Trieste, corredando la sua nota di una galleria di immagini dell’immondizia seminata lungo il percorso dal corteo antifascista. Ben diverso l’impatto sul degrado della città avuto dal corteo di CasaPound, come racconta su Facebook Marco Segina, semplice cittadino triestino: “Una parata ben organizzata…nessun subbuglio, danno, nel passare raccoglievano anche i fumogeni che hanno usato… nessuno beveva o fumava mentre marciava. Al termine una platea silenziosa ascolta il comizio del loro leader Di Stefano parlare… non è servito servizio di pulizia straordinaria delle strade”.
Davide Romano





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