Roma, 29 ago – Ilona Staller, alias Cicciolina, torna alla carica per la questione del vitalizio. In un’intervista al settimanale Oggi, l’ex pornostar che ha militato tra i banchi dei radicali alla fine degli anni ‘80 ha dichiarato: “Luigi Di Maio mi ha fatto diventare il simbolo dello spreco, mi ha messo alla gogna e ora sui social mi massacrano. Sono stanca, quelli che mi hanno insultato li denuncerò uno per uno. E sto valutando di chiedere al vicepremier i danni”. Il risarcimento che intende chiedere, si sussurra, dovrebbe essere milionario.

In seconda battuta Cicciolina sarebbe pronta a lasciare l’Italia, dove vive dal 1971. Il dente avvelenato nei confronti del governo Cicciolina ce l’ha da quando è stato annunciato il taglio dei vitalizi. Non solo: il suo conto all’interno della Banca di Montecitorio, dove viene versato quanto maturato dall’ex parlamentare, sarebbe stato bloccato per mancati versamenti all’Agenzia delle Entrate per una somma di circa 100 mila euro. Ma proprio per questo motivo il governo, e la recente revisione dei vitalizi, non ha colpe.

Cicciolina, però, non sente ragioni. Lei il vitalizio lo vuole, anzi lo pretende. E visto che la somma le è stata dapprima dimezzata e poi pignorata per via della vertenza in questione, Ilona Staller decide di citare in giudizio il vicepremier Di Maio. Chissà che non racimoli qualche soldo prezioso. Per dovere di cronaca, attualmente Ilona nonostante tagli non è rimasta a bocca asciutta, ma riceve ogni mese dallo stato qualcosa come 1.700 euro. Ma non le bastano, e lei dice di essere sul lastrico.

Che Cicciolina sia affamata di soldi lo dimostra anche il fatto che l’ex pornostar spera di essere scelta per partecipare al Grande Fratello Vip. Del resto, a suo dire, lei il posto lo dovrebbe avere di diritto, essendo una vera Vip nel settore, non come i “cugini di secondo grado di sconosciuti” che ruberebbero così il posto alla “prima pornodiva mondiale”. Stando sempre a quanto dichiara la Staller, se dovesse entrare nella casa più spiata d’Italia devolverebbe tutto il ricavato in beneficenza. Un’ipotesi su cui si possono avanzare seri dubbi.

Anna Pedri

 

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