Roma, 18 ago – I trans in lotta per il voto. Quasi come se non gli fosse concesso votare per legge, coloro che si definiscono “non binari” affilano le unghie in vista delle elezioni del 25 settembre, come è riportato su uno dei loro siti “manifesto” Gay.it.

Trans e voto del 25 settembre: “Elezioni inclusive, no a generi freddi”

Sul corpo dell’articolo è definita “fredda” la classificazione maschio – femmina, presente nei documenti d’identità necessari per andare a votare. In un altro passaggio dell’articolo è addirittura sostenuto che queste persone non possano votare. Sebbene in senso lato. “Esiste però più di una categoria di persone a cui questo diritto viene, indirettamente, negato, si legge. E i discriminati, ovviamente, sarebbero le persone trans, perché la binarietà dei documenti è “riservata alle persone cisgender”. Sembra quasi che un trans non possa proprio materialmente recarsi al seggio, da quanto si legge. E – ovviamente – non è così.

Le “lotte”

“La nostra proposta a monte è quella di cambiare i protocolli, quindi poter cambiare i documenti senza passare da un tribunale ed eliminare il binarismo – il cosiddetto gender marker – sui documenti ufficiali, le diciture F o M”. Così sostiene tale Christian Leonardo Cristalli, presidente di Gruppo Trans ASP, l’associazione che ha fatto di questa storia una specie di “battaglia”, non si capisce bene per cosa (o quanto meno fa sorridere pensarlo).

“Insomma, chiediamo la possibilità di esistere in tutti i contesti, e di avere la possibilità di esprimere un diritto fondamentale riservato a tutti i cittadin* italian*.”. Con gli asterischi immancabili, che sarebbe curioso sapere come venissero pronunciati al giornalista della testata Lgbt. In parole povere, il suddetto gruppo chiede qualcosa di molto simile al famigerato Passaporto X, statunitense, dedicato alle “persone non binarie”.

Alberto Celletti

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