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Roma, 3 mag – “Domattina alle sei sarò giustiziato per un crimine che non ho commesso. Dovevo essere giustiziato alle cinque, ma ho un avvocato in gamba”. E’ una delle tante, celebri, battute di Woody Allen che non leggeremo però nel suo libro di memorie. Nessuna casa editrice sembra infatti disposta a pubblicarlo, cosa che di per sé pare incredibile se consideriamo la fama dell’autore.



Eppure anche in questo caso il #Metoo sta condizionando le scelte di qualcuno, stavolta degli editori americani. Se in principio fu Amazon a decidere di rompere l’accordo con il regista che prevedeva la realizzazione di quattro nuovi film, adesso, come segnalato dal New York Times, quattro grandi direttori di case editrici hanno rifiutato di pubblicare un’autobiografia che con tutta evidenza in altri tempi avrebbe fatto gola a tanti. Ora invece nessuno sgomiterà per accaparrarsene i diritti, dopo che sono riaffiorate le vecchie accuse (risalenti a circa trenta anni fa) di molestie da parte di Woody Allen nei confronti della figlia Dylan Farrow.

Censure ideologiche?

Il regista ha sempre negato di averle commesse e da un’inchiesta già archiviata non è emerso alcun abuso, ma il pubblico americano pare sempre meno convinto della sua buona fede e le case editrici temono che pubblicare le sue memorie sia una scelta commercialmente controproducente. Sulla decisione sta influendo soprattutto il clima generato dal #Metoo, che miete così un’altra “vittima” famosa. Come se non bastasse, molti attori hanno recentemente affermato di essersi pentiti di aver recitato in alcuni film di Woody Allen e a Broadway è stata annullata la versione teatrale di un altro suo film.

Dulcis in fundo, salvo sorprese, adesso nessuno pubblicherà l’autobiografia del regista da sempre icona della sinistra radical chic di mezzo globo terracqueo. Il #Metoo non sembra avere pietà neppure di chi dovrebbe, ideologicamente, essergli maggiormente vicino. “In generale un’affermazione della destra è sempre una cattiva notizia, è sempre una faccenda pericolosa”, disse una volta Woody Allen. Chissà se adesso preferisce la censura “di sinistra”.

Eugenio Palazzini

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3 Commenti

  1. L’Chaim! Fanno bene a censurarlo… anche chi dubita che lui abbia abusato della stessa figlia, non può negare che lui sostenga e difenda altri stupratori ed esseri immondi (come Roman Polanski). Quindi, pur non potendo affermare con certezza che lui non abbia direttamente commesso un crimine (“innocent until proven guilty”, giusto?), si può dire che contribuisce comunque alla difesa, ed alla proliferazione di CRIMINI ed atti incresciosi nell’ambiente hollywoodiano! È un uomo dissoluto fino al midollo osseo.

  2. M’immagino cosa sarebbe successo se a molestare la propria figlia fosse stato un maitre a penser della destra.

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