Roma, 6 mag – “Ciao, non sarò al Salone del Libro la settimana prossima”: così Zerocalcare annuncia dall‘evento letterario torinese, pubblicando per brevità gli screenshot dei messaggi inviati al suo “correttore di bozze” attraverso i profili social.

Tra i “rinunciatari”, il collettivo Wu Ming e Carlo Ginzburg

Dello stesso avviso è stato il collettivo di scrittori Wu Ming e lo storico e saggista Carlo Ginzburg. “Non è stata una decisione semplice e non mi bastano 140 caratteri a spiegarla, quindi posto gli screenshot del testo esteso mandato al mio correttore di bozze” dice il fumettista, al secolo Michele Rech. “Ho annullato tutti i miei impegni al Salone del libro di Torino, sono pure molto dispiaciuto ma mi è davvero impossibile pensare di rimanere 3 giorni seduto a pochi metri dai sodali di chi ha accoltellato i miei fratelli, incrociarli ogni volta che vado a pisciare facendo finta che sia tutto normale”. Dunque non una semplice defezione, ma anche una pesante accusa – sebbene vaga – nei confronti degli esponenti dello stand di Altaforte.

Mughini, una voce fuori dal coro

Una voce fuori dal coro è invece quella del giornalista Giampiero Mughini che, sotto forma di una lettera al sito Dagospia, esprime il proprio dissenso sulle velleità censorie di Raimo e dei suoi “associati”. “Resto allibito innanzi alle polemiche scaturite dal fatto se sì o no al Salone del libro di Torino sarebbe stato presentato un libro/intervista di Matteo Salvini edito da una casa editrice attigua a Casa Pound” continua dunque lo scrittore, ex di Lotta Continua. “E invece leggo un post culturalmente miserevole di uno degli organizzatori del Salone, lo scrittore Christian Raimo, il quale vorrebbe mettere fuori gioco tutti quelli che lui giudica intinti nella salsa del “fascismo””. E ricorda dunque episodi della sua giovinezza, tempi in cui lo scontro tra fascismo e antifascismo era molto più acceso: “Vedo adesso che l’ “antifascismo” di Raimo (a proposito, dirsi “antifascisti” oggi non vuol dire nulla di nulla) è intinto mica male nella salsa del settarismo. Al tempo della mia giovinezza quando molti di quelli che frequentavo davano del “fascista” a Montanelli o dicevano peste e corna dell’editore Rusconi reo di avere pubblicato non ricordo più quale intellettuale europeo “di destra”, ne ho viste di cotte e di crude. Se Raimo vuole, gli faccio un corso universitario su quei tempi, magari sul fatto che era stato un editore adamantino come Vanni Scheiwiller a pubblicare i libri di Evola e quelli di Pound. Libri bellissimi”. Conclude, dunque, uno dei fondatori de il manifesto: “Casa Pound ha tutto il diritto di avere una casa editrice e di pubblicare i libri che vuole, che giudicheremo di volta in volta”.

Ilaria Paoletti

4 Commenti

  1. Meno male che qualcuno che qualcuno conserva lucidità, in mezzo a questa bolgia di matti (e di gente alla ricerca di facile pubblicità).

  2. Zerocalcare, Anpi e compagni vari non parteciperanno? Sono convinto che nessuno ne sentirà la mancanza o – meglio – si accorgerà della loro assenza.
    “Culturalmente miserevoli”: mai definizione fu più appropriata e poi detta da un loro compagno, di quelli extraparlamentari e tosti!

  3. cardarelli-fece una poesia in onore alla camicia nera,ungaretti,d’annunzio,marinetti,ojetti,rosai,longanesi,
    pirandello,puccini,forzano,mascagni,malaparte prima parte,fillia.i futuristi,bontempelli,soffici,papini,
    etc,etc vedi i nomi degli accademici d’italia. e collaboratori a tanti guf italiani i vari squarzina,pasolini,lajolo
    grassi,alicata,ingrao,bocca,scalfari,scotellaro,bassani e via discorrendo,
    forse raimo non conosce i sopracitati personaggi…e quindi li evita perche’ fascisti o ex fascisti…
    raimo meriti diversi tapiri …

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