Roma, 11 set – Il 2 agosto 2019, dopo ben otto anni di attesa, la giunta regionale ha approvato il piano regionale rifiuti 2019-2025. Servono poi 60 giorni per l’approvazione in consiglio e 30 giorni per le controdeduzioni. Il piano è ricco soprattutto della solita retorica sull’economia circolare e sulla differenziata al 70%, ed ha alcuni punti chiave:

  • 1) sviluppo dell’economia circolare;
  • 2) riequilibrio territoriale del fabbisogno impiantistico in ogni Ato provinciale;
  • 3) introduzione del sub-ambito di Roma Capitale;
  • 4) Nuovo presidio industriale di Colleferro e raccolta differenziata al 70% nel Lazio entro il 2025;
  • 5) legalità e investimenti regionali per sostenere Comuni e aziende pubbliche nella realizzazione di impianti per il trattamento e lo smaltimento dei rifiuti.

Dunque sono previsti cinque ambiti territoriali ottimali, uno per ogni provincia. Per contribuire a colmare il gap impiantistico la Regione nel 2019 stanzierà circa 6 milioni di euro, che verranno messi a disposizione di Comuni e aziende pubbliche del settore, attraverso un bando pubblico, per la realizzazione di impianti di trattamento e smaltimento dei rifiuti.

Una nuova discarica a Roma


Ma oltre che sulla localizzazione della gestione dei rifiuti, con l’attribuzione dei poteri di raccolta, trattamento, valorizzazione e smaltimento agli ambiti provinciali, l’ipotetico cambiamento del sistema dei rifiuti laziale si basa soprattutto sulla nascita di una nuova discarica all’interno del territorio del comune di Roma, e di un tmb “di ultima generazione” a Colleferro, da 500 mila tonnellate annue, dove conferire l’indifferenziato oggi lavorato dai quattro impianti (tre, escludendo quello ormai distrutto del Salario) presenti nella Capitale.

Un piano rifiuti che in sintesi, oltre a raccontare la solita novella dell’economia circolare e il bel mondo pulito della raccolta differenziata, intende risolvere l’emergenza rifiuti, in particolare della Capitale, tornando all’antico, semplicemente rifacendo la discarica nel territorio di Roma Metropolitana! Secondo gli autori del piano, Roma deve essere autosufficiente e avere una discarica, anche perché entrò il 31 dicembre chiude quella di Colleferro. E per Zingaretti “secondo noi Roma ha bisogno di una discarica di servizio. Siamo pronti a ricrederci se non fosse così, anche se io non lo credo. Bisogna, con grande responsabilità, individuare un sito”.

Le aree individuate: Cerveteri, Fiumicino, Guidonia e Riano

Un piano, quella della nuova discarica romana, appoggiato anche dal ministro Costa, che parla di un sito di stoccaggio dove tenere i rifiuti già lavorati per due o tre anni, e che precisa «non ci sarà una nuova Malagrotta, non sarà una discarica, ma un centro di stoccaggio». Un centro di stoccaggio e non una discarica sembra quasi una battuta. Quindi secondo la regione, Roma deve essere autosufficiente e avere una discarica. E il sito per la nuova discarica romana si dovrà trovare tra le già individuate aree bianche: Cerveteri, Fiumicino, Guidonia e Riano. E proprio nei pressi del comune, sulla via Tiberina c’è una cava di proprietà privata il cui iter per diventare in discarica è in corso di autorizzazione presso gli uffici regionali.

Chissà se anche in questo caso i 5 stelle rottamerranno i loro valori, e la teoria del rifiuto zero, e si adegueranno alle volontà del Pd ? O se, come si dice, Roma Capitale invece si appresta a bocciare il piano e a tenere duro sulla contrarietà a discariche e impianti di smaltimento. Un banco di prova operativo, e molto importante, della tenuta di questa attuale alleanza, su un tema ad altissima sensibilità popolare ed elettorale.

E chissà come i cittadini laziali e romani approveranno dopo anni di demonizzazione dell’impiantistica e delle discariche, proprio la nascita di una nuova discarica, perché di questo si tratta seppur per materiali inerti, e proprio di fronte alle loro case? E di un grande impianto per il trattamento biologico meccanico a Colleferro, con evidenti ripercussioni logistiche nel territorio. Chiusa con enfasi trionfalistica una discarica, Malagrotta nell’ottobre 2013, dopo tante chiacchiere e propositi ingenui, se ne apre con enfasi trionfalistica un’altra! Che bella soluzione innovativa. E per fare questo piano ci hanno pure messo otto anni, mentre i rifiuti ristagnavano, e ristagnano, nelle vie della Capitale d’Italia.D’altra parte, da queste amministrazioni non ci aspettavamo di più.

Gian Piero Joime

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