Roma, 23 apr – Altissimu, onnipotente, bon Procuratore, tue so’ le laude, la gloria e ‘honore et onne benedictione. Ad te solo, Altissimo, se konfàno et nullu homo ène dignu te mentovare. Questo, ironicamente parafrasando, il Cantico dei Procuratori, di cui loda e glorifica le gesta e i guadagni propri e di tucte le tue creature.

L’art. 1 comma 2 del Regolamento Agenti Sportivi Figc, definisce Agente Sportivo colui che mette in relazione due o più soggetti per le variazioni contrattuali di prestazione sportiva, per il trasferimento di un giocatore ad altre società sportive e per il tesseramento di professionisti presso squadre legate alla Figc. Nella realtà dei fatti, però, il procuratore diviene talvolta un factotum del proprio assistito, andando a curarne le relazioni pubbliche e perfino gli aspetti finanziari, come gli investimenti o il pagamento della tasse (chiedere di Jorge Cyterszpiler alla famiglia Maradona).

Il procuratore sportivo oggi

Negli ultimi anni questa figura si è imposta all’attenzione del mondo sportivo per dei guadagni monstre. Il sentimento che erutta dall’interiorità di tutti gli appassioni di calcio è di rabbia mista a odio. Prendiamo come esempio la situazione dei prolungamenti dei contratti: il modus operandi del Mino Raiola di turno, tanto per dirne uno, è quello di richiedere alla società un aumento faraonico dell’ingaggio dell’atleta, spingendo così il giocatore a non rinnovare e ad accasarsi in un’altra squadra che, non dovendo sborsare soldi per l’acquisto del cartellino, avrà la possibilità di accettare le richieste folli degli agenti. Nell’epoca delle guerre/pandemie/crisi economiche, gli imprenditori che gestiscono le squadre sono costretti a sperperare ingenti somme di denaro al di fuori del sistema calcio, senza alcuna prospettiva di reinvestimento.

Stop ai guadagni incontrollati

Laudato si’, mi’ Fifa, per il tetto alle commissioni. A luglio dovrebbe entrare in vigore un nuovo regolamento della Fifa che andrà a delimitare un tetto massimo sui guadagni. Sulla carta il curatore dovrebbe percepire un massimo del 3% di commissione. Sarebbe ora, ci verrebbe da dire. Perché nel mondo commerciale ogni agente guadagna una percentuale dalla vendita e non una cifra su richiesta. In questo modo potremmo tornare a sperare nel rinnovo di un giocatore “bandiera” della squadra e, soprattutto, i giocatori potranno tornare a credere che il loro incaricato penserà più al bene, economico e professionale, del titolare di detta procura più che al proprio interesse.

Segnale arrivato anche da alcuni giocatori di calcio. Una parvenza di rivoluzione romantica in un mondo dominato solo dall’amore per il profitto. Sembra infatti che Alessio Romagnoli stia provando a trattare il proprio rinnovo senza il suo agente, così come hanno fatto Milan Skriniar, Joshua Kimmich e Kevin De Bruyne. Su questo tema viene in mente Gianni Rivera che nel 2021 affermò che “i procuratori sono un terzo incomodo e una spesa inutile per le società”.

Reazioni dei diretti interessati

Beati quelli che trovarà ne le tue santissime voluntati. Sembra proprio però che i diretti interessati appronteranno una serie infinita di battaglie legali, con ondate di ricorsi ai tribunali europei. Inoltre, secondo l’avvocato Erkut Sögüt (ex agente di Mesut Özil) con il tetto al 3% i procuratori non riusciranno a guadagnarsi da vivere. Verrebbe da riderci su, ma in senso lato la considerazione fatta è quasi vera. Difatti non tutti gestiscono professionisti dal calibro di Kylian Mbappé, Ronaldo o Lionel Messi e quindi non tutti guadagnano 49 milioni da un trasferimento (si veda il guadagno di Raiola con Pogba al Manchester United). Laudate et benedicete mi’ Signore’ et ringratiate et serviateli cum grande humilitate.

Francesco Campa

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