Roma, 23 apr – In Finlandia si discute se entrare ufficialmente nella Nato, ma non c’è stata ancora alcuna decisione ufficiale al riguardo. Ci scusiamo quindi con i lettori per aver inizialmente dato per certo – come molti altri quotidiani italiani – il via libera del Parlamento di Helsinki all’adesione della nazione scandinava, storicamente neutrale, all’Alleanza atlantica. Il quotidiano finlandese Helsingin Sanomat ha pubblicato un grafico i cui dati si riferiscono all’intenzione di voto del Parlamento (nettamente favorevole all’adesione), ma non alla votazione finale. 

Il ministro degli Esteri, Pekka Haavisto, aveva più volte specificato nei giorni scorsi quanto dal suo punto di vista fosse fondamentale l’ingresso nella Nato sia del suo Paese che della Svezia. In Finlandia il dibattito parlamentare sulla richiesta di adesione era atteso questa settimana, ma l’approvazione era data per scontata.

Finlandia nella Nato? L’ira di Mosca

Il portavoce del Cremlino Dmitry Peskov aveva commentato così la possibile adesione di Svezia e Finlandia all’Alleanza atlantica: “Un ulteriore allargamento della Nato non contribuirà alla sicurezza nel continente europeo”. Mentre per il vicepresidente del Consiglio di sicurezza russo, Dmitry Medvedev, con questi nuovi ingressi nella Nato “non si potrà più parlare di status nuclear-free nel Baltico” e “l’equilibrio dovrà essere ristabilito”. Un equilibrio sempre meno certo dunque, perché dopo decenni di neutralità le due nazioni scandinave stanno per compiere un passo dai rischi evidenti. D’altra parte la Russia, che ha attaccato l’Ucraina anche per scongiurare l’adesione di Kiev all’Alleanza atlantica, si ritroverebbe adesso con un’altra nazione confinante non più neutrale.

I timori per la reazione russa

Ci aspettiamo una reazione della Russia, ma siamo pronti a difenderci”, ha detto la scorsa settimana Antti Kaikkonen, ministro della Difesa finlandese. Nel rapporto commissionato dal governo di Helsinki, presentato al Parlamento, si menziona un “sostanziale cambiamento” per quanto riguarda la sicurezza della nazione scandinava dopo l’attacco russo all’Ucraina. “Se la guerra con l’Ucraina finisse, la Russia potrebbe spostare truppe a Murmansk e in altre regioni vicino ai confini. Anche se va ricordato che in alcune aree ha già una presenza militare”, ha dichiarato Kaikkonen in un’intervista rilasciata a Repubblica.

E nel caso di “provocazioni” militari da parte di Mosca? “Abbiamo mantenuto in forma il nostro esercito per decenni. Anche dopo la Guerra fredda, quando molti Paesi europei hanno tagliato le spese militari. Abbiamo un esercito forte: una capacità di combattimento di 280mila soldati cui si aggiungono 900mila riservisti. È uno dei maggiori eserciti europei. E l’anno scorso abbiamo comprato 64 jet F-35 e quest’anno abbiamo investito 2,9 miliardi in più sulla difesa. Abbiamo la volontà e la capacità di difenderci”, ha affermato il ministro finlandese.

 

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1 commento

  1. Quanta brava gente c’è in Europa che sbandiera che vuole la paaaaace ma provoca e insulta il vicino…

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