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Il calcio che non c’è più

by La Redazione
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Gianluca Vialli, Pelé e Sinisa Mihajlovic sono solo alcuni dei nomi che hanno ci hanno lasciato nel corso del 2022, non prima di lasciare un’impronta indelebile nella storia del calcio e non solo. Tutti hanno avuto delle carriere straordinarie, grazie al proprio stile di gioco e alle imprese che li hanno resi leggende del calcio, non solo come giocatori ma anche come allenatori, oltre che fuori dal mondo del calcio.

Gianluca Vialli

Proprio nell’ultimo periodo ci ha abbandonato uno dei più grandi attaccanti italiani degli anni ’90: Gianluca Vialli. Ha iniziato la sua carriera professionistica alla Cremonese nel 1981 per poi passare alla Sampdoria nel 1984. Con i blucerchiati ha ottenuto moltissimi successi insieme all’altro “gemello del gol”, Roberto Mancini, con il quale ha conquistato la Coppa delle Coppe nel 1989 e uno scudetto nel 1991. Nel 1992 passa alla Juventus con la quale conquista un altro scudetto e la Champions League nel 1996, la cui finale contro l’Ajax è stata l’ultima partita giocata con i bianconeri. L’anno successivo si unisce al Chelsea dove raggiunge altri due italiani, Di Matteo e Zola, vincendo nuovamente una Coppa delle Coppe e la Supercoppa UEFA. Non ancora appesi gli scarpini al chiodo nel 1998, intraprende la carriera da giocatore-allenatore con il Chelsea ed in seguito, ritiratosi dal calcio, approda al Watford. Con la nazionale ha 56 presenze e 16 gol, con il miglior risultato il terzo posto ai mondiali del 1990. La più grande soddisfazione è stata però quella degli Europei del 2021 dove nel ruolo di consigliere e factotum è stato uno degli artefici della vittoria azzurra.

Pelé

Pelé è considerato il più forte calciatore di tutti tempi ed ha iniziato la sua carriera professionistica all’età di soli 15 anni con il Santos FC e ha giocato per la squadra per 18 anni, segnando 643 gol in 660 partite. Durante questo periodo, Pelé ha vinto diversi trofei con il Santos, tra cui 10 Campionati Paulista, 6 Campionati Brasiliani e ben 2 Coppe Libertadores. A livello internazionale ha vinto 2 Coppe Intercontinentali contro Milan e Benfica. Inoltre, ha rappresentato la nazionale brasiliana in quattro Coppe del Mondo, portando il Brasile alla vittoria in ben tre edizioni, nel 1958, 1962 e 1970. Con la nazionale ha disputato 92 partite realizzando 77 reti. Addirittura, nel corso della sua carriera Pelé ha segnato più di 1000 gol con una media pazzesca di 0,93.

Sinisa Mihajlovic

Sinisa Mihajlovic, è stato un difensore e allenatore serbo con una carriera lunga e di successo. Ha cominciato giocando con la squadra croata del Borovo per poi passare in Serbia al Vojvodina Novi Sad. Con la squadra di Novi Sad si fece notare trasferendosi alla Stella Rossa con la quale conquistò una Coppa dei Campioni nel 1991. Infine nel 1992 arriva in Italia alla Roma e dopo due anni, passa alla Sampdoria nella quale divenne famoso per i suoi straordinari calci di punizione. Nel 1998 approda alla Lazio con la quale centra numerosi trofei, tra cui la Coppa delle Coppe 1999 e lo Scudetto nel 2000. Negli ultimi due anni di carriera gioca nell’Inter, vincendo un altro scudetto. Queste grandi squadre in cui ha militato Mihajlovic hanno dominato il panorama nazionale ed internazionale durante gli anni 2000 e proprio per questo motivo sono state sempre favorite da tifosi e bookmaker nelle loro scommesse sportive. Dopo aver appeso gli scarpini al chiodo, Mihajlovic ha intrapreso una carriera da allenatore, facendo il vice all’Inter di Mancini per poi passare al Bologna e allenando squadre di primo livello come Fiorentina, Sampdoria e Milan. Conclude la sua carriera d’allenatore sempre con il Bologna nel 2022 pochi mesi prima della sua prematura dipartita.

Fabian O’Neill

È stato un centrocampista fantasista uruguaiano che con la sua classe ha saputo incantare gli stadi in Uruguay ed in Italia. La sua carriera inizia nel 1992 nel Nacional con cui gioca 70 partite segnando 17 gol e al suo primo anno conquista il campionato nazionale. Nel 1995 arriva in Europa, giocando per 5 anni nel Cagliari e facendosi notare con 12 gol in campionato, tanto che nel 2000 arriva alla Juventus. Purtroppo, con i bianconeri non riesce ad essere così incisivo, segnando il suo lento declino. Passa prima al Perugia e poi ritorna di nuovo al Cagliari senza però ritrovare lo smalto del passato. Conclude quindi la carriera ritornando al Nacional nel 2003 a soli 29 anni. Viene considerato uno dei maggiori talenti inespressi del calcio uruguaiano e gioca per la nazionale ben 19 incontri siglando anche due reti.

Mino Raiola

Non solo calciatori ci hanno lasciato nel 2022 lasciando però un ricordo indelebile nell’universo calcistico. Il famoso procuratore infatti è sempre stato all’apice del successo nel suo lavoro: Mino Raiola ha rappresentato alcuni dei più grandi nomi del calcio, tra cui Zlatan Ibrahimović, Paul Pogba e Mario Balotelli.

Raiola inizia la sua carriera come agente nel 1987 tra Olanda e Italia ma solamente nel 1993 fa da intermediario al primo grande colpo della sua carriera: il passaggio di Dennis Bergkamp dall’Ajax all’Inter. Diventa quindi agente FIFA e fonda la società Sportman con sedi sparse in tutto il mondo. Altre grandi operazioni seguite da Raiola avvennero nel 2001, con il passaggio di Nedved dalla Lazio alla Juve, e successivamente con la gestione dei trasferimenti milionari di Ibrahimović e Balotelli, con i quali divenne famoso in tutto il mondo.

Il calcio regala gioie e dolori, non solo durante i 90 minuti della partita: quando un grande personaggio ci lascia infatti, da tifosi e amanti del calcio non può che rimanere un grande vuoto, e allo stesso tempo un’immensa gratitudine per le emozioni che ha fatto vivere e una preziosa lezione per i professionisti del futuro.

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