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Terni, 1 feb – Cristiano Lucarelli è l’immagine de giocatore “compagno” per eccellezan. Ora è l’allenatore della Ternana e sono lontai i tempi in cui era il simbolo “rosso” della sua Livorno, quando sotto la maglietta esibiva il ritratto del Che e poteva rifiutare i soldi del Torino per rimanere nella squadra della sua città natale. Adesso, però, pare un po’ pentito del suo passato, e dice di non essere mai stato veramente “militante” e di aver subìto le peggiori conseguenze delle sue scelte.



Lucarelli: “Io capocannoniere sottovalutato”

In tutto questo, Stefano Bandecchi, presidente della Ternana, ha un fiero passato da missino. Al compagno Lucarelli questo non pare interessare e pare pure un po’ pentirsi delle scelte “politiche” fatte da giovane: “Io lottavo per il pane, non per il filetto. Ho segnato 240 gol ovunque e a chiunque, sono stato capocannoniere ma tutto è stato sottovalutato rispetto ai miei ideali politici, che pure porterò nella tomba. Non è giusto. Quando mostrai il Che, avevo vent’ anni. Ora ne ho 45 e sono quasi nonno“. E della politica attuale, o per meglio dire della sinistra, dice: “È una pseudo sinistra nell’ Italia dei politici mestieranti e degli arrivisti, non vedo più il senso dello Stato, da otto anni non voto. È assurdo che molti tra gli ideali portanti della Costituzione non siedano neppure in Parlamento, è paradossale. Chi ci rappresenta?”

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“Passavo per militante rivoluzionario: non era vero”

Del presidente della Ternana, anche lui livornese, dice: “Il primo giorno ci abbiamo scherzato, lui mi ha detto di essere liberale e di odiare le etichette, su questo siamo d’accordo. Mi ha scelto perché gli piaceva come facevo giocare il Catania. Mi ha detto che da calciatore ero l’ idolo di suo fratello”. E alla domanda se pensa di aver pagato  per le sue idee, Lucarelli risponde: “Eccome! Anche da allenatore. E quando giocavo, perdevo sempre i ballottaggi. Lucarelli o Bojinov alla Juve? Bojinov! Lucarelli o Toni alla Roma? Toni! Idem in Nazionale. Passavo per essere l’esaurito militante rivoluzionario che, naturalmente, non sono mai stato”.

Ilaria Paoletti

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