Roma, 29 ott – Dal 15 novembre diventano digitali 14 certificati, si potranno scaricare online: lo annuncia il ministro dell’Innovazione tecnologica Vittorio Colao. “Le cose stanno accadendo, si possono e si devono fare”, dice in un’intervista al Corriere della Sera. “Dal 15 novembre per avere un certificato anagrafico non servirà più andare allo sportello: basterà sedersi al computer e scaricarlo. Senza nemmeno pagare il bollo, che in qualche caso arriva fino a 16 euro“, fa presente Colao.



L’annuncio di Colao: “Dal 15 novembre 14 certificati diventano digitali”

Si tratta di un progetto che coinvolgerà “tutta Italia – e sarà valido – “per 14 tipi di certificato, dallo stato civile alla nascita, fino al matrimonio. Liberiamo il tempo delle persone e di chi lavora”, spiega il ministro. Insieme alla collega Lamorgese all’Interno “diamo un segnale al Paese, che non è più tempo di scetticismi”. L’annuncio di Colao è il frutto di un accordo tra gli 8mila Comuni e lo Stato. “Abbiamo applicato un metodo di lavoro congiunto: ci siamo messi attorno a un tavolo, connesso le iniziative tra loro, stabilito chi fa cosa, coordinando tutto grazie alla tecnologia”, spiega. “Abbiamo coperto il 98% dei cittadini e i pochi piccoli Comuni che mancano li stiamo aiutando a salire a bordo”, chiarisce il ministro.

Fibra ottica: “A gennaio partiranno le gare per collegare 6,2 milioni di case”

Colao parla anche di sanità digitale, e di quattro miliardi per la fibra ottica. Tutti progetti per dar corpo all’ambizione di fare del nostro Paese “in Europa se non il migliore, tra i migliori sul versante tecnologico”. Certo, con i cittadini che si scaricano i certificati online o utilizzano lo Spid, l’identità digitale, serve una rete più veloce e stabile (oltre che un cloud degno di questo nome per la Pa). “A gennaio partiranno le gare per collegare 6,2 milioni di case con la fibra – assicura Colao -. E qualche settimana dopo le gare per sostenere e accelerare il 5G. Si potrà lavorare in videoconferenza da zone remote, con il 5G dai treni. Ma anche digitalizzare l’agricoltura o piccoli stabilimenti e laboratori”, spiega. A proposito di identità digitale, Colao anticipa che “con il ministero dell’Interno stiamo preparando novità anche per la carta d’identità digitale“. In Italia ci sono già 24 milioni di carte d’identità elettroniche e 25 milioni di italiani usano lo Spid. 

Sanità digitale: “Una parte del Paese arranca”

A proposito di file, per quanto riguarda la sanità digitale – fronte sul quale l’Italia segna il passo – il ministro ammette che “abbiamo una situazione disomogenea: una parte del Paese è più avanti persino rispetto ad alcune nazioni europee, un’altra arranca. Bisogna fare in modo che le regioni più lente accelerino per raggiungere le altre. Per questo insieme al ministro della Salute Speranza e alle Regioni abbiamo avviato due iniziative importantissime. L’architettura per i dati sanitari digitali e le piattaforme di telemedicina. E vogliamo che tutte le Regioni ne beneficino in 2-3 anni”, sottolinea Colao. 

Bisogna correre perché “ce lo chiede l’Europa”

In generale, ricorda il ministro, bisogna far presto a modernizzare il Paese, perché – ca va sans dire – “ce lo chiede l’Europa”. “Nell’incontro che ho avuto con la vicepresidente Vestager l’Europa ci ha detto chiaramente che i tempi del Pnrr andranno rispettati assolutamente e senza proroghe“, avverte il ministro.

Ludovica Colli

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