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Venezia, 20 mag – Un pene di marmo di 200 chili, coperto con una mascherina in cima, è la singolare opera d’arte depositata in piazza San Marco: la peculiare scultura è ricoperta di scritte in nero, tutte riferite alla pandemia e ai controlli.

“Bisogna essere duri”

Secondo il sistema di videosorveglianza, l’artista sarebbe arrivato da San Zaccaria, con il pene appoggiato su un carretto. Appena lasciata l’opera d’arte, sarebbe immediatamente fuggito.  Il pene, di circa un metro di altezza e fatto di marmo, è comparso ieri mattina davanti a Palazzo Ducale. L’esposizione è durata una manciata di minuti, poi è arrivata la Polizia locale che prima ha oscurato il pene con un pannello di cartone, poi l’ha rimossa. L’artista, attraverso una dichiarazione rilasciata all’agenzia Dire, sostiene che “il pene e’ un simbolo di vita, afferma che Venezia è viva e ha bisogno di vivere, e provoca invitando a essere duri, non mollare e rialzarsi”.

Pene e coronavirus

Ma la statua è comunque costretta da una mascherina, sempre di marmo, fissata con cavi di metallo. Ciò invece rappresenta “le restrizioni imposte dal coronavirus, la distanza tra le persone, la paura del prossimo che è poi la paura di vivere” dice l’artista anonimo. Le scritte a penna sul pene denunciano  invece la “mercificazione di Venezia, che al momento é  in pausa a causa delle restrizioni per il coronavirus, e l’auspicio che una volta terminata l’emergenza lo sfruttamento turistico della città non torni più come prima”. Per l’artista, inoltre, il fatto di essere riuscito ad esporre un pene di 200 chili in piazza San Marco significa che “a causa di diffidenza e indifferenza, in realtà la sicurezza non c’è”.

Ilaria Paoletti

5 Commenti

  1. Hahahahahaha, chissà cosa diranno le femministe lgbt boldriniane… “fallocrazia assoluta”! 😁😁😂😂🙃🙃

  2. Non condivido la volgarità del cosidetto “artista” la mia donna è un’artista e certamente non scolpisce peni!Comunque a ciascuno la sua saggezza.Condivido però che In Italia non si può parlare di sicurezza per il cittadino.
    Quello che mi sopprendre molto, dopo aver vissuto all’estero per moltissimi anni,è la mancanza di pattuglie delle forze dell’ordine nelle città e sopratutto
    Nelle campagne( io vivo in campagna e vi assicuro che di pattuglie qui non le vedi molto spesso).
    Ma come ho già scritto in un’altro mio commento, non si deve dare la colpa a quei bravi ragazzi delle forze dell’ordine che per 1200 euro(+-) rischiano la vita, ma a quei magistrati di una certa parte politica che se ne infischiano degli italiani.
    Per loro contano solo i poveri “immigrati”(se possiamo chiamarli così,si perche,un’immigrato è una persona che va in un’altra nazione per cercare un lavoro oppure per studiare.Ma questi
    in Italia cosa vengono a fare?)

  3. Forse sarebbe stato più artistico e significativo realizzare due coglioni talmente pieni da nascondere l’ uccello… Che nascondano e ritirino anche quella ipocrita mano in piazza degli “affarini” a Mi!

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