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Roma, 16 nov – L’Abruzzo verso la zona rossa. Il governatore Marco Marsilio è pronto a firmare un’ordinanza che prevede, tra l’altro, la chiusura delle scuole di ogni ordine e grado e lo stop ai centri commerciali. “L’Abruzzo deve essere zona rossa con chiusura delle scuole”, ha scritto su Facebook il vicepresidente della Regione, Emanuele Imprudente, dopo la riunione del Comitato tecnico scientifico con il governatore. La decisione finale sarà presa nelle prossime ore, non è escluso che l’Abruzzo – ora in zona arancione – adotti un lockdown generalizzato, con chiusura dei negozi e divieto di spostamento per i cittadini.

Proteste di piazza contro le nuove restrizioni, fioccano le multe per i trasgressori

Intanto da ieri, con l’ordinanza firmata dal ministro della Salute Roberto Speranza, sono finite in zona rossa Campania e Toscana. E’ scattata invece la zona arancione per Friuli Venezia Giulia, Emilia-Romagna e Marche. In Campania, dal 24 novembre, riprenderanno in presenza la scuola d’infanzia e primaria. In Calabria scuole chiuse dal 16 al 28 novembre. La Basilicata invece chiude le scuole primarie e secondarie fino al 3 dicembre. Le nuove restrizioni hanno scatenato altre proteste di piazza, a Torino e a Roma. Fioccano inoltre le multe in virtù dei nuovi divieti, in particolare per i trasgressori dell’ultima sera di libertà a Napoli, le cui piazze e strade sono state letteralmente invase dai cittadini. Ma si registrano numerose sanzioni anche a Torino e Roma.

De Luca contro Di Maio: “Sciacallaggio dettato da ignoranza”

Resta alta la tensione tra governatori e Palazzo Chigi per via del coprifuoco nazionale e del lockdown nelle zone rosse. Ieri il ministro per gli Affari regionali Francesco Boccia, ha lamentato “scorrettezze di alcuni governatori” che fanno lo scaricabarile. E’ intervenuto anche il ministro degli Esteri Luigi Di Maio, puntando il dito contro il governatore della Campania: “De Luca avrà dato altro materiale per Crozza per il prossimo venerdì, mettiamola così….”, ha detto replicando a scoppio ritardato contro le accuse del presidente della Regione. “Quando usciremo da questa pandemia credo che dovremo rivedere alcuni equilibri di poteri tra Regioni e Stato centrale”, ha ammesso Di Maio. Ma De Luca non ha voluto sentire ragioni: “L’attività di sciacallaggio contro la Campania è stata avviata perché c’era da colpire un uomo che parla chiaro, che non partecipa alle massonerie, alle aggregazione di corrente e alle corporazioni. Per questo andava colpito”, ha detto a Che tempo che fa. “Sono uno che non sarà mai politicamente corretto – ha proseguito De Luca -. Dico che Di Maio ha detto cose ignobili ed il presidente del Consiglio ha il dovere di intervenire”. “Se abbiamo però ministri del governo che si mettono a fare sciacallaggio credo che il presidente del Consiglio abbia il dovere di non fare il cardinale di curia ma di richiamare questi ministri ai doveri di buona educazione, di correttezza istituzionale e di onestà intellettuale. Non è tollerabile che un ministro si metta a fare sciacallaggio sulla base della più completa ignoranza“, ha ribadito il dem De Luca.

Toti è fiducioso: “Nei prossimi 10 giorni Rt sotto l’1%”

Proteste anche dal presidente delle Marche Acquaroli, secondo il quale “è mancata qualsiasi comunicazione sulla zona arancione” e da quello della Toscana Giani che, a proposito del passaggio della sua regione nella zona rossa, critica la decisione perché presa sulla base di dati vecchi. Infine, il governatore della Liguria Giovanni Toti annuncia: “Il mio obiettivo è vedere scendere la diffusione del virus nei prossimi dieci giorni, vedere l’Rt sotto l’1%. Vedere calare la presenza di malati nelle corsie di ospedale e i pronto soccorso meno affollati (qualche segnale già c’è)”. L’obiettivo è chiedere al governo di far uscire dalla zona arancione la Liguria “appena i numeri saranno quelli che vi ho detto. Il mio obiettivo – conclude Toti – è riuscirci dai primi giorni di dicembre, o magari anche prima”.

Adolfo Spezzaferro

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