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Milani, 26 nov – Il tribunale di Milano ha condannato a 14 anni e 6 mesi Mahamad Fathe, il 25enne yemenita che il 17 settembre dello scorso anno, armato di forbici e al grido di Allah Akbar, accoltellò alla gola un militare dell’operazione «Strade sicure». La corte ha riconosciuto lo straniero colpevole di tentato omicidio aggravato dalla finalità del terrorismo.



Attacco con le forbici

L’aggressione avvenne sul piazzale davanti la Stazione centrale di Milano, un non-luogo ormai ridotto a no go-zone di immigrati e feccia di ogni tipo. Fathe attaccò il militare sorprendendolo alle spalle e ferendolo alla gola con più fendenti provocati da un paio di forbici, per fortuna senza provocargli lesioni gravi.

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La condanna

La pubblica accusa aveva chiesto 14 anni e 3 mesi perché secondo il pm andavano concesse delle attenuanti generiche: Fathe, che era stato riconosciuto capace di intendere e di volere, si trovava in una condizione di difficoltà. La Corte, invece, aveva ribaltato le attenuanti ritenendo «le generiche equivalenti alle aggravanti» e stabilendo che una volta espiata la pena lo straniero, già all’epoca dei fatti irregolare in Italia, «sia espulso».

Aggredì un militare “per raggiungere Allah”

Secondo quanto riferito da Il Giornale, il giorno dopo l’attacco il pm Alberto Nobili, responsabile del pool dell’antiterrorismo della Procura di Milano, aveva interrogato lo yemenita per poter ricostruire la dinamica dell’attacco e poter acclarare la natura e le motivazioni del gesto. Mahamad aveva così cercato di giustificarsi: «Speravo di morire dopo averlo colpito», aveva  confessato, aggiungendo che dopo l’aggressione avrebbe voluto «raggiungere il paradiso di Allah». Durante gli accertamenti è emerso che l’immigrato era già stato fatto oggetto di denuncia dai carabinieri per essersi rifiutato di scendere dalla tettoia antistante il centro Caritas di via Sammartini, stazionandovi con una penna in mano e urlando frasi sconnesse.

Cristina Gauri

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2 Commenti

  1. Capace di intendere e volere… Chiediamoci piuttosto drogato o no?! Poi, ma solo poi, lasciamo posto alla psichiatria e restanti discipline.

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