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Roma, 27 nov – Giuseppe Conte è al lavoro su quali restrizioni imporre con il Dpcm di Natale. A quanto pare coprifuoco e divieto di spostamenti tra regioni resteranno in vigore. Intanto i governatori chiedono che le scuole non riaprano il 9 dicembre ma dopo la pausa delle festività, il 7 gennaio. Altra ipotesi allo studio, sempre su impulso dei presidenti di Regione, visto lo stop agli sci, chiudere le frontiere per bloccare la concorrenza degli Stati europei – Austria in primis – che permetteranno le vacanze sulla neve.

Dpcm di Natale: verso la conferma di tutte le restrizioni

In vista del Dpcm di Natale (il 3 dicembre scade quello in vigore), il governo – dopo le anticipazioni dei giorni scorsi – sta ragionando sugli orari di apertura delle attività commerciali per l’acquisto dei regali e sul coprifuoco (ora fissato alle 18) per le attività di ristorazione. Altro nodo cruciale, quello degli spostamenti tra regioni per raggiungere i parenti. Ma su questo fronte l’esecutivo a quanto pare intende imporre il divieto totale, a prescindere dai colori delle regioni. Al massimo sarà consentita qualche deroga sui ricongiungimenti. Le zone di rischio gialla, arancione, rossa saranno in vigore anche a Natale. Altra questione, il coprifuoco: a quanto pare il governo non intende concedere proroghe per le festività.

Regioni: “Scuole riaprano il 7 gennaio”

“Le regioni unanimamente hanno ritenuto di suggerire al governo di procrastinare al 7 gennaio ogni riapertura della didattica in presenza per chi è ancora oggi in didattica a distanza”, riporta il governatore della Liguria Giovanni Toti in merito alla riunione tra i ministri Boccia, Speranza e la Conferenza regioni, l’Anci con Decaro e le province italiane. “Tutte le regioni hanno unanimamente ritenuto di dire al governo che si tratterebbe di una mossa inopportuna in questo momento soprattutto alla vigilia della pausa festiva delle scuole – fa presente Toti – in assenza di un programma di scaglionamento degli ingressi e in assenza di un servizio pubblico che oggi prevede capienza al 50% e andrebbe ritoccata”.

Niente vacanze sulla neve

Riapertura delle scuole nelle zone rosse e dei licei in tutta Italia rimandata, quindi. Stesso discorso per le vacanze sulla neve. “Gli impianti da sci e il sistema vacanze invernali che sono fondamentali per la nostra economia riapriranno quando l’epidemia si sarà raffreddata, speriamo nel giro di un mese, un mese e mezzo. I ristori saranno garantiti per tutte le attività che non potranno aprire”, chiarisce il ministro per gli Affari regionali Francesco Boccia. “La sicurezza delle persone e la salute vengono prima di tutto. Dobbiamo chiudere questa seconda ondata evitando la terza e mantenendo la convivenza con il virus con il massimo della sicurezza”, conclude.

Adolfo Spezzaferro

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