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Bergamo, 28 nov – Greta ha passato nove anni della sua giovane vita sempre in prima linea nei luoghi del pericolo. E adesso la coraggiosa Weimaraner del Nucleo cinofilo da soccorso “Argo” di Fiorano al Serio (Bergamo) ha attraversato l’arcobaleno salutata dal coordinatore nazionale delle Unità cinofile da soccorso degli alpini, Giovanni Martinelli.

Una commovente lettera d’addio

L’alpino ha deciso di salutarla ricordando in una commovente lettera d’addio che ha affidato a internet, in cui ha i ricordato le avventure vissute insieme nello sprezzo del pericolo; dagli interventi locali alla ricerca (come la ricerca delle persone disperse nelle valli bergamasche) fino al lavoro di ricerca tra le macerie del sisma che ha colpito Amatrice. “Noi siamo usi definirci una ‘bestia’ unica con sei zampe un naso un cervello ed un cuore a disposizione di chi ne ha bisogno” scrive commosso il coordinatore degli addestratori alpini.

Campionessa di coraggio

Greta aveva nel 2016 raggiunto il titolo di campionessa nelle prove di obbedienza e ricerche alla prima edizione nazionale del raduno delle unità cinofile alpine. Scherza così il “suo” addestratore alpino, Martinelli, dicendo che «un po’ di arie te le davi per questo». Ma tornando serio, Martinelli ricorda che «per il nostro gruppo è stato il cane della svolta. Con lei abbiamo iniziato a motivare maggiormente i nostri cani, in modo da lavorare al meglio e dare aiuto alle persone in difficoltà».

“Galoppa duro come piaceva a te”

«Voglio ricordarti” scrive l’alpino “non nei pochi mesi di difficoltà, dove con tenacia hai lottato per uscire dalla crisi, ma nel lavoro dove sempre davi il meglio di te con cuore generoso, quel cuore che stamattina ha atteso che la tua conduttrice Katia uscisse di casa per smettere di battere, facendogli cosi un ultimo regalo, risparmiandole una scelta dolorosa e difficile. Ora unisciti al grande branco e corri libera, sgroppa e galoppa ‘duro’ come piaceva a te. Come tutti i cani resterai per sempre nel cuore del tuo conduttore e un pezzetto anche nel mio».

Il coraggio e l’unità

Il Nucleo cinofilo Argo a cui apparteneva Greta si compone di dodici cani addestrati alla perfezione. Martinelli ricorda una scena commovente in cui un volontario di ricerca nei soccorsi «vinto non so se dalla stanchezza o dall’angoscia che davanti a quella devastazione stringeva il cuore. Davanti a lui, con la testa appoggiata sulla spalla, quasi a volerlo consolare, il suo cane. Era un pastore tedesco, neppure tanto bello, a dire il vero piuttosto bruttarello, un lupacchiotto più che un lupo. Ridotto da far paura. col pelo incrostato di fango, ma in quel momento sembrava il più bel cane del mondo. Noi ci dedichiamo a quei cani e a quegli uomini, che tanto danno senza nulla chiedere».

Ilaria Paoletti

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