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Roma, 15 set – Nel febbraio scorso, l’olandese Expertisecentrum Mensenhandel en Mensensmokkel (EMM), centro di ricerca sulla tratta degli esseri umani che collabora con la Polizia Nazionale, la Royal Netherlands Marechaussee, il Servizio di immigrazione e naturalizzazione, e l’Ispettorato del Ministero degli affari sociali e del lavoro dei Paesi Bassi, ha documentato le sparizioni dai centri per richiedenti asilo di 25 donne incinte subsahariane avvenute in soli due mesi (novembre e dicembre 2019). L’EMM riferisce che le donne africane “scompaiono prima di aver partorito e prima che la loro procedura di asilo sia stata completata. Questo è illogico perché risiedono legalmente in Olanda (…), e hanno accesso a tutte le cure mediche necessarie”, e quindi sia loro sia i loro neonati potrebbero essere “vittime di trafficanti di esseri umani, di adozioni illegali o di rituali vudù”. Secondo il Centraal Orgaan Opvang Asielzoekers (COA), Agenzia centrale per l’accoglienza dei richiedenti asilo, dai centri d’accoglienza spariscono pure minori non accompagnati e donne che hanno appena partorito. Nei rapporti del COA, viene evidenziato che, grazie al sistema di denuncia “B8-regeling” istituito per le vittime della tratta, molte immigrate arrivate nei Paesi Bassi hanno affermato che sono state sfruttate sessualmente in Italia, dopo essere state minacciate di morte per restituire il loro debito dai trafficanti di esseri umani.

Minori non accompagnati scomparsi in Europa

Lost in Europe, progetto di giornalismo investigativo di cui fa parte anche Il Fatto Quotidiano, ha attestato che nei Paesi Bassi, almeno 2.500 bambini sono scomparsi dai centri per richiedenti asilo in dieci anni. Già nel 2016, il direttore dell’Europol, Brian Donald, aveva affermato che almeno 10.000 minori non accompagnati erano scomparsi dopo il loro arrivo in Europa, di questi 5.000 in Italia. Donald ha evidenziato che, sebbene alcuni abbiano viaggiato clandestinamente per raggiungere parenti e amici in Europa, un grande numero di minori scomparsi sia finito vittima delle bande di trafficanti di esseri umani, di gang di spacciatori di droga o dell’industria del sesso. L’Europol ha anche documentato un inquietante incrocio tra le bande organizzate che introducono clandestinamente gli immigrati in Europa e le bande che poi li sfruttano riducendoli in schiavitù. Le gang criminali, già note per essere coinvolte nel traffico di esseri umani dall’Africa, i cui membri erano già registrati nel database Phoenix dell’Europol, sono stati arrestati proprio mentre sfruttavano gli immigrati in Europa.

Vittime della tratta in Italia

Proprio a causa di una gestione governativa non controllata dell’immigrazione clandestina, tutte le problematiche esposte finora sono presenti in Italia. Una volta accolti nel sistema di accoglienza, gli immigrati non sono stati minimamente controllati e garantiti dalle istituzioni e dalle autorità preposte. I casi di cronaca giudiziaria hanno anche documentato che i responsabili di molti centri d’accoglienza non denunciavano la scomparsa degli ospiti per non perdere la cospicua diaria, e quindi per preservare il business sulla pelle degli immigrati che probabilmente finivano nelle mani di bande criminali. Nel gennaio 2019, è stata resa nota un’inchiesta internazionale congiunta dell’Fbi e della polizia italiana, nella quale si tracciavano le linee della tratta di esseri umani che coinvolgeva il litorale della Campania. Secondo l’inchiesta, i proventi del mercato della droga gestito in Europa dalla mafia nigeriana per conto dei capi dell’organizzazione residenti negli Stati Uniti, venivano reinvestiti per finanziare la tratta di esseri umani, pagando scafisti e corrompendo funzionari pubblici. Le ragazze, che cadevano nelle mani dei criminali nigeriani, venivano nascoste in case abusive della costa casertana e avviate alla prostituzione a suon di pugni, calci, stupri e riti vudù. A tal riguardo, il rapporto di Fondazione Hume del giugno 2018 ha messo nero su bianco la connessione tra criminalità e immigrazione. Riguardo ai casi di “sfruttamento della prostituzione”, gli immigrati costituiscono quasi i due terzi degli imputati, raggiungendo la percentuale più alta tra i reati di maggior gravità o diffusione: “Si può ritenere che l’aumento complessivo dei casi di sfruttamento della prostituzione registrati in Italia sia associato soprattutto alla crescita del contributo a questo reato dato dagli immigrati, e che la più recente stabilizzazione e poi riduzione dei casi sia associata a un declino del contributo dei nativi (italiani, ndr), contributo che era stato peraltro anch’esso crescente fino agli anni 2000”.

Ormai non si contano le raffiche di arresti che hanno portato in carcere immigrati, legati a clan mafiosi africani che operavano nello sfruttamento sessuale delle loro connazionali, attirate in Italia con false promesse attraverso la rotta clandestina e poi sbattute in strada. Alcune bande usavano perfino i centri di accoglienza come base operativa. L’ultima operazione delle Forze dell’ordine del luglio scorso ha portato al fermo di 47 immigrati appartenenti alla mafia nigeriana denominata “Supreme Eiye Confraternity”. I reati contestati sono stati associazione mafiosa, tratta di esseri umani droga e sfruttamento della prostituzione.

Sul fronte della scomparsa dei minori migranti non accompagnati, purtroppo l’Italia ha un triste primato negativo, come documentato anche dall’ultimo “Dossier del Viminale” pubblicato il 15 agosto. Nel periodo compreso tra il primo agosto 2019 e il 31 luglio 2020, sono state ben 4.869 le denunce relative ai minori migranti scomparsi dai centri d’accoglienza a cui erano stati affidati dopo lo sbarco in Italia. Quelli ancora irreperibili sono 3.105. Ciò è allarmante, anche alla luce della costante diminuzione del numero dei minori non accompagnati sbarcati in Italia dal 2018 al 2019. Il numero, infatti, è sceso da 3.536 a 1.680 minori. Al 14 settembre 2020, però, con l’aumento totale degli sbarchi, si evidenzia anche un aumento dei minori non accompagnati (2.670) che lascia presupporre il numero di scomparsi sarà anche più drammatico nei rapporti del prossimo anno.

Il prezzo della non gestione dell’immigrazione

Come è stato documentato, non sono solo i cittadini italiani ed europei ad essere vittima di una gestione fallimentare e buonista dell’immigrazione. Le prime vittime sono le categorie più deboli della tratta, donne e minori, che scompaiano dopo il loro arrivo in Europa, sebbene possano godere delle convenzioni internazionali e delle leggi nazionali per i richiedenti asilo. Per quanto riguarda l’Italia, la legge sui minori migranti non accompagnati dell’allora onorevole Sandra Zampa del Partito Democratico (ora sottosegretario di Stato al ministero della Salute), ha solo elevato i costi dell’accoglienza e reso pressoché impossibili i rimpatri per gli immigrati che si fingono minori al momento dello sbarco. Finché non si porrà fine all’immigrazione clandestina con misure decise e risolute, come si è fatto nella liberale Australia, non finiranno nemmeno le violenze della tratta di esseri umani, che sfrutta proprio le debolezze dei confini italiani ed europei.

Francesca Totolo

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