Vibo Valentia, 19 ott – Chi specula sull’immigrazione? Chi fa affari gestendo centri di accoglienza? Ad esempio la criminalità organizzata, che ha particolarmente a cuore il più vergognoso business degli ultimi anni. Come riportato da Repubblica, il prefetto di Vibo Valentia, Guido Longo, ha fatto scattare un’interdittiva antimafia per due cooperative che gestiscono tre centri di accoglienza di Briatico: la “Monteleone Servizi” e la “Monteleone 3.0 protezione civile”.

Pare in realtà che la gestione sia solo sulla carta, visto che dalle indagini in corso sarebbe emerso ben altro: l’accoglienza è in mano ad una società con forti infiltrazioni mafiose. Subappalti illegittimi e società vicine ai boss della ‘ndragheta calabrese sarebbero infatti dietro al monopolio di forniture ai tre centri. Il commissariamento deciso dal prefetto Longo è senza precedenti e dovrebbe servire proprio a interrompere il business illegale, garantendo al contempo la prosecuzione dell’indagine sulle infiltrazioni della ‘ndrangheta nella gestione dei centri che si occupano dell’accoglienza di 700 richiedenti asilo politico.

Per ogni ospite viene riconosciuta una diaria giornaliera di circa 35 euro, che per i minori sale a 45 euro. Moltiplicati per tutti i migranti delle tre strutture di Briatico si arriva a un volume di affari di oltre 700 mila euro al mese. Soldi che molto probabilmente quindi venivano utilizzati dalla criminalità organizzata. Il commissario nominato dal Prefetto di Vibo Valentia è il palermitano Rosario Di Legami, nomina decisa di concerto con l’Anac (Autorià Nazionale Anti Corruzione) guidata da Raffaele Cantone e con il ministro dell’Interno Marco Minniti. Di Legami è un avvocato, amministratore giudiziario che gestisce già diversi patrimoni sequestrati alle mafie. E’ di fatto il primo provvedimento di questo tipo adottato in Italia.

Alessandro Della Guglia

Commenti

commenti

LASCIA UN COMMENTO

Please enter your comment!
Please enter your name here