Ferrara, 4 nov — Rischia di trasformarsi nell’ennesimo boomerang mediatico la vicenda della presunta «aggressione omofoba» avvenuta a Ferrara. Episodio che una certa parte della stampa non ha mancato di strumentalizzare, prima dell’effettivo accertamento dei fatti, mettendola in correlazione con l’altrettanto presunta «emergenza omofobia» in Italia e chiaramente con la mancata approvazione del ddl Zan. E oltre al boomerang, siamo al potenziale cortocircuito perché uno degli aggressori sarebbe nientemeno che un giovane immigrato.



“Aggressione omofoba” a Ferrara, i gay avevano insultato l’immigrato per primi

La vicenda aveva fatto grande scalpore perché al di là della violenza fisica, l’aggressore avrebbe così apostrofato le presunte vittime: «Conoscete Mussolini? Sapete che vi brucerebbe tutti?». Ora che lo stesso aggressore ha iniziato a parlare fornendo la propria versione, i fatti potrebbero prendere una piega molto diversa. Infatti il ragazzo sostiene di aver reagito a frasi razziste pronunciate proprio dalla coppia gay. Ma come! I gay sono creature di solo spirito, incapaci di odiare! «Sembra che l’aggressione omofoba di domenica scorsa a Ferrara sia stata provocata dalle stesse “vittime”, almeno secondo la versione di uno degli “aggressori”, A.K., come riportato da alcuni quotidiani che lo hanno potuto intervistare» ha così commentato il senatore di Fratelli d’Italia, Alberto Balboni, vicepresidente della Commissione Giustizia.

«Secondo la versione di A.K., infatti, i giovani “aggrediti” avrebbero reagito a un lancio di petardi (non contro di loro in particolare) con la frase: “Straniero di merda se ci fosse stato Mussolini tu ora non saresti qui”. A quel punto l’aggressore avrebbe reagito dicendo le frasi incriminate: “Conoscete Mussolini? Sapete che vi brucerebbe tutti?”». In pratica, secondo questa versione ripresa dal senatore Balboni, i primi ad aver tirato in ballo il Duce sarebbero stati proprio i due gay poi aggrediti.

Il sogno perverso del progressista medio

Naturalmente, nonostante in casi così controversi la cautela dovrebbe essere la regola principe, la stampa e molte associazioni Lgbt non avevano perso tempo a fornire la loro unilaterale ricostruzione: una in cui omofobia, razzismo e fascismo si combinavano tra loro, in una sorta di sogno perverso del progressista medio. Addirittura l’Arcigay aveva organizzato per sabato prossimo una manifestazione a Ferrara. Cosa che, alla luce della natura ormai controversa della vicenda, rischia di divenire una strumentalizzazione non da poco di un fatto di violenza dai contorni ancora tutti da chiarire.

Cristina Gauri

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Classe 1977, nata nella città dei Mille e cresciuta ai piedi della Val Brembana, dell’identità orobica ha preso il meglio e il peggio. Ex musicista elettronica, ha passato metà della sua vita a fare cazzate negli ambienti malsani delle sottoculture, vera scuola di vita da cui è uscita con la consapevolezza che guarire dall’egemonia culturale della sinistra, soprattutto in ambito giovanile, è un dovere morale, e non cessa mai di ricordarlo quando scrive. Ha fatto uscire due dischi cacofonici e prima di diventare giornalista pubblicista è stata social media manager in tempi assai «pionieri» per un noto quotidiano sabaudo. Scrive di tutto quello che la fa arrabbiare, compresi i tic e le idiozie della sua stessa area politica.

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