Roma, 15 giu – Edoardo Albinati, uno dei tanti signor nessuno della fauna radical chic, di professione fa lo scrittore. Nel 2016 ha addirittura vinto il premio Strega. Ma niente, dal suo status di semi-anonimato non è mai uscito. È il nome che fa fico citare a un’apericena, ma il grande pubblico non sa chi sia. Ora forse, però, le cose stanno per cambiare. Eh sì, perché Albinati ha detto candidamente quello che un po’ tutti i globalisti liberal pensano: «Io stesso, devo dire, con realpolitik, di cui mi sono anche vergognato, ieri ho pensato, ho desiderato che morisse qualcuno sulla nave Aquarius. Ho detto: adesso, se muore un bambino, io voglio vedere che cosa succede per il nostro governo». Insomma, meglio un bambino morto che un Salvini al Viminale. Mica male.
Queste frasi choc sono state pronunciate da Albinati lo scorso martedì in una libreria Feltrinelli di Milano, in occasione della presentazione della sua ultima fatica, il libro Otto giorni in Niger, redatto a quattro mani insieme a Francesca d’Aloja. Le parole di Albinati sul caso Aquarius, dette forse un po’ troppo liberamente, sono però state registrate per poi arrivare in possesso di Radio Padania, che le ha divulgate. La notizia è poi giunta anche all’orecchio del ministro dell’Interno Matteo Salvini, che ha ovviamente commentato con un più che legittimo «che vergogna».

VIDEO CHOC! "DESIDERAVO CHE MORISSERO BIMBI SULL'AQUARIUS"

Lo scrittore Albinati: "Ho desiderato che morisse qualcuno sulla nave Aquarius. Ho detto: adesso, se MUORE UN BAMBINO, voglio vedere che cosa succede del nostro Governo".Che vergogna.

Publiée par Matteo Salvini sur jeudi 14 juin 2018

Albinati, del resto, rappresenta la quintessenza del radical chic globalista. Oltre a pubblicare le sue opere, infatti, lo scrittore ha anche lavorato nel 2002 presso l’Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i Rifugiati (Unhcr) in Afghanistan e nel 2004 ha partecipato, sempre con l’Unhcr, a una missione Ciad. In questo conteso ha pubblicato suoi reportage sul Corriere della Sera, sul Washington Post e Repubblica. Albinati dunque, cavallo di razza dal chiaro pedigree progressista, si va ora ad aggiungere alla lunga lista di intellettuali di sinistra che hanno detto l’impossibile sulla vicenda Aquarius pur di dare addosso a Salvini. Però, ecco, ad augurarsi la morte di un bambino, non ci era ancora arrivato nessuno. E poi hanno il coraggio di definirsi “i buoni”…
Elena Sempione

12 Commenti

  1. Complimenti al feroce sinistro , essere umano di mirabili idee e sentimenti……….Auguri……. Un vero democratico simil-piddino………che pena,meschino.

  2. Ho letto che è uno scrittore progressista e CATTOLICO!!! Se questo è un cattolico io sono nembo kid.E Francesco cosa dirà?? Che ci vuole sempre il perdono,in qualsiasi caso??

  3. Vomitevole! Come dare torto a Macron sul fatto che gli italiani si sono comportati in modo vomitevole sul caso Aquarius? Questo cretino di sicuro è stato vomitevole, come tutto il gruppo degli schifosi sinistri ormai sclerati dopo l’evidenza del notevole riaggiustamento del comportamento e decisioni del governo che finalmente opera per gli interessi di tutti gli italiani ed in linea con la volontà della stragrande maggioranza degli italiani. Questi ridicoli personaggi sinistri sono assolutamente vomitevoli.

  4. repellente.
    ho sempre pensato che la sinistra terzomondialista,immigrazionista,
    femminista e fankazzista…
    non potesse scendere ancora più in basso,nella mia opinione:
    devo ricredermi,stanno scavando e raggiungendo degli abissi tali
    che sfidano la mia stessa immaginazione.

  5. Ma ci stupiamo di questi personaggi??
    Ma non più accettare profughi nel nostro PAESE vuol dire azzerare tutti i loro loschi affari e guadagni. Gli stiamo stravolgendo la vita è i loro business.
    …….e ci stupiamo??

  6. […] Se c’è qualcuno che riesce a solidarizzare o a glorificare chi ha un comportamento criminale del genere, non può che essere egli stesso un criminale. Siamo arrivati all’assurdo per cui quelli che fino a qualche anno fa erano definiti scafisti e criminali ora vengono trattati alla stregua di operatori umanitari che vanno aiutati e magari finanziati. Passiamo ora all’ultimo elemento. Se una strage avviene a 6 km dalla costa libica, quale sarebbe la responsabilità italiana? Anche ammesso che tutti i porti fossero aperti con cortei festanti all’arrivo dei barconi, ciò avrebbe impedito al motore di incendiarsi a 6 km dalla Libia uccidendo 100 persone di cui tre quasi neonati? È una strumentalizzazione talmente palese e criminale da far impallidire anche il più cinico finto debunker che posta immagini di bambolotti, perché equivale esattamente al discorso folle di Edoardo Albinati che sperava morisse qualcuno della orami famosa Aquarius in mare … […]

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