Il Primato Nazionale mensile in edicola

Roma, 6 feb – «Napoleone non venne mai a Roma, ma la desiderò molto: a lei si ispirò e ai suoi imperatori Augusto, Alessandro Magno, ma anche a Giulio Cesare». Questo mirabile sfondone storico è contenuto nell’articolo Ai Mercati di Traiano con Napoleone che mai riuscì a vedere Roma apparso nell’edizione romana online del Corriere del 6 febbraio.

Il Corriere fa diventare Alessandro Magno imperatore di Roma

Sì, avete letto bene; Alessandro Magno diventato imperatore romano. Dopo lo svarione di Augias che ha scambiato una mail di fishing per una reale comunicazione dell’Enel, un altro quotidiano prestigioso – uno di quelli vergato dalle penne dei «professionisti dell’informazione» – si inabissa sul fondo delle figure barbine, per usare un eufemismo.

I professionisti dell’informazione

Da tempo, i sedicenti «professionisti dell’informazione» ci tengono a rimarcare la loro elevata natura – non solo di dispensatori di notizie, ma anche di educatori del popolino – stigmatizzando chiunque tenti la strada di narrazioni alternative: bersagli preferiti, populisti accusati di ignoranza e complottismo, e sovranisti a loro detta privi di cultura e di visione.  Salvo poi glissare mirabilmente quando essi stessi incappano in sfondoni da bacchettate sulle mani.

Lo abbiamo visto anche durante questo lungo anno all’insegna del coronavirus: «negazionisti» – ci si passi il termine ma è solo per rifare loro il verso – all’inizio del 2020, quando si doveva minimizzare il rischio di pandemia per non apparire «razzisti» contro i cinesi – anche se la frittata era già bell’e fatta da mesi; catastrofisti e allarmisti per otto mesi, pronti a stigmatizzare l«’untore» di turno e diffondere terrore tratteggiando scenari post apocalittici; morbidi, diafani e possibilisti da qualche giorno a questa parte – curioso, vero?

Questi sfondoni, peraltro, ci dicono anche molto sul lavoro svolto nelle grandi redazioni dei quotidiani. Immagineremmo un rigore quasi svizzero nel verificare ogni singola notizia, ogni fonte a sostegno, nel cogliere ed emendare errori ortografici, grammaticali o storici. Eppure nessuno ha avuto il tempo o il coraggio di far presente ad Augias che forse quella sua letterina sarebbe stato meglio non pubblicarla. O far notare alla giornalista che ha redatto il pezzo del Corriere su Napoleone, che no, Alessandro Magno non era un imperatore romano.

Cristina Gauri

La tua mail per essere sempre aggiornato

3 Commenti

  1. Forse pensava che fosse romano per quel cognome così simile alla versione romana dell’italiano “io mangio..” 🙂

Commenta