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Bologna, 6 feb – Sono scattate le manette con l’accusa di maltrattamenti su bimbi di tre anni per una maestra d’asilo in servizio presso un istituto al quartiere Navile, a Bologna. L’insegnante, incensurata e dipendente comunale, ha subito il fermo in flagranza di reato. I carabinieri l’hanno fermata dopo aver ascoltato le intercettazioni ambientali installate nella scuola per accertare i metodi educativi della donna.



Tutto è nato dalla denuncia di due genitori preoccupati dai «comportamenti impropri» messi in atto da un’altra insegnante – i comportamenti della fermata sono emersi in seguito – a cui i due avevano assistito osservandola dalla finestra di un aula.

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La maestra è già libera

Dalle intercettazioni sono risultati atteggiamenti a tal punto preoccupanti da spingere i militari dell’Arma a intervenire nel pomeriggio di martedì per bloccare la donna, sorpresa proprio mentre schiaffeggiava un bambino. Incredibilmente, dopo la convalida dell’arresto eseguita dal Giudice per le Indagini Preliminari del Tribunale di Bologna, secondo quanto riportato dal Resto del Carlino è stata rimessa in libertà, senza l’adozione di misure cautelari personali che erano state richieste dalla Procura della Repubblica di Bologna.

I verbali delle intercettazioni

I verbali delle intercettazioni sono agghiaccianti: la mattina del 19 gennaio la maestra «afferrava per un braccio una bambina di 3 anni, sollevandola da terra e trascinandola fino a farla cadere, e in seguito spingendola con vigore contro una cassettiera, sulla quale pretendeva che si sedesse». Il 29 gennaio, a un altro bimbo della stessa età seduto scomposto, la donna avrebbe tirato «un calcio al braccio destro, per indurlo a sedersi correttamente». Nei verbali delle intercettazioni sono frequenti le urla e «rimproveri a voce alta rivolti ai bambini».

Il Gip: la maestra ha dato tre schiaffi in 15 giorni, è solo problema pedagogico

«Nel periodo di osservazione di circa 15 giorni, l’indagata ha sferrato soltanto tre schiaffi punitivi nei confronti di tre diversi alunni. Occorre pertanto concludere che non si è in presenza della condotta tipica del reato di maltrattamenti». E’ quanto si legge nell’ordinanza del Gip Letizio Magliaro nell’ordinanza con cui ha respinto la richiesta di misure cautelari per la maestra, specificando che il reato «implica un comportamento che si protrae nel tempo e si manifesta con una pluralità di episodi».

Il giudice ha convalidato l’arresto in flagranza, avendo i carabinieri sorpreso la donna mentre colpiva un bambino «violentemente con uno schiaffo alla nuca assestato con il palmo aperto della mano destra», per poi afferrarlo «per un braccio sollevandolo da terra fino a farlo cadere prono sul pavimento». Per il giudice il comportamento della donna è «censurabile sotto il profilo educativo», ma si tratta di un tema che «riguarda le capacità pedagogiche e professionali dell’indagata e deve trovare le contromisure necessarie da parte dell’autorità scolastica».

Il Comune sospende la maestra

Il Comune di Bologna «nel ribadire il proprio impegno nei servizi per l’infanzia anche in questo anno difficile nel quale quotidianamente siamo all’opera per garantire le migliori condizioni e consentire ai bambini di frequentare i nidi e le scuole d’infanzia», dichiara che «i presunti maltrattamenti verso i bambini sono da condannare sempre, senza se e senza ma». L’amministrazione rende noto che «gli uffici comunali hanno già assunto i provvedimenti necessari: l’insegnante è stata sospesa e non farà ritorno a scuola finché non saranno accertati i fatti».

Cristina Gauri

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