Roma, 3 gen – Come ogni anno, presentiamo l’analisi dei nuovi dati Istat riguardanti i crimini commessi in Italia. Nel 2021, sono state denunciate/arrestate 831.137 persone, il 32 per cento erano immigrati. Gli stranieri rappresentano l’8,5% della popolazione residente in Italia. Ciò attesta che gli stranieri hanno una propensione al crimine 5 volte superiore rispetto a quella degli italiani.

Arresti e denunce per tipo di delitto

Gli stranieri hanno avuto il monopolio di arresti/denunce per il reato di sfruttamento e favoreggiamento della prostituzione (62 per cento). Nel 2021, sono stati 5.072 gli arresti/denunce per il reato di violenza sessuale, di cui il 40 per cento ha riguardato gli immigrati, con una propensione a questo tipo di delitto superiore di 7 volte rispetto a quella degli italiani. Gli stranieri sono stati arrestati/denunciati per il 45 per cento delle rapine e per il 43 per cento dei furti.

Per quanto riguarda il sequestro di persona, gli immigrati hanno una propensione a quel delitto superiore di 7 volte rispetto a quella degli italiani. Il 35 per cento degli arresti/denunce per il reato di strage ha interessato gli stranieri, mentre la percentuale per tentato omicidio è del 34 per cento. Come svelano i nuovi dati Istat, gli immigrati hanno una propensione superiore a ogni tipo di delitto rispetto a quella degli italiani.

Le nazionalità degli immigrati sbarcati in Italia sono le più delittuose

Abbiamo ulteriormente analizzato i nuovi dati Istat degli arresti e delle denunce divisi per nazionalità, riscontrando che le più delittuose sono quelle degli immigrati sbarcati in Italia. I cittadini dell’Algeria hanno una propensione al crimine superiore di 17 volte rispetto a quella degli italiani. Si distinguono per i furti con destrezza, i furti sulle auto in sosta e le rapine. I cittadini della Tunisia, che hanno il primato degli sbarchi dal 2018, hanno una propensione al crimine di 15 volte superiore rispetto a quella degli italiani. I tunisini rappresentano lo 0,17 per cento della popolazione residente in Italia. Sono stati arrestati/denunciati per il 4 per cento delle rapine e del reato di spaccio di stupefacenti, per il 3 per cento dei tentati omicidi, per il 2 per cento dei furti e delle violenze sessuali.

I cittadini della Nigeria hanno una propensione al crimine superiore di 10 volte rispetto a quella degli italiani, addirittura superiore di 82 volte per il reato di sfruttamento e favoreggiamento della prostituzione. Ben 64 nigeriani sono stati arrestati/denunciati per il reato di associazione di tipo mafioso. I cittadini del Marocco sono stati arrestati/denunciati per il 4 per cento dei reati. Hanno una propensione al crimine di 8 volte superiore rispetto a quella degli italiani. I delitti per cui si distinguono sono le rapine (10 per cento degli arresti/denunce totali), lo spaccio di stupefacenti (7 per cento), i furti (6 per cento), i tentati omicidi, lesioni dolose, i sequestri di persona e le violenze sessuali (5 per cento).

Con una popolazione residente in Italia di 1.277.542 persone, ovvero il 2 per cento del totale, i cittadini algerini, tunisini, nigeriani, marocchini, senegalesi, ivoriani, egiziani, ghanesi, pakistani e bengalesi, ovvero le nazionalità più presenti al momento degli sbarchi nei porti italiani degli ultimi anni, sono stati arrestati/denunciati per l’11 per cento dei reati commessi nel 2021.

Propensione al crimine dei minori stranieri

I minori stranieri residenti in Italia erano l’11 per cento del totale dei minori. Nel 2021, sono stati denunciati/arrestati 30.472 minorenni, il 47 per cento erano immigrati.

La propensione dei minori stranieri al crimine è 7 volte superiore rispetto a quella dei minori italiani e primeggiano per il reato di sequestro di persona (62 per cento del totale), di sfruttamento e favoreggiamento della prostituzione (80 per cento), di furto (53 per cento), di rapina (52 per cento), e di incendi (60 per cento).

Francesca Totolo

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