Roma, 30 ott – Spesso vengono chiamati «nomadi», ma in realtà non disdegnano radicarsi, soprattutto quando l’occasione si fa propizia. Lo ha scoperto a sue spese un anziano di 86 anni, residente a Roma nel quartiere Don Bosco, che è stato «sfrattato» da una donna rom. Come racconta il Messaggero, l’uomo, celibe e senza figli, si era dovuto assentare per sottoporsi ad alcune analisi mediche. Al suo ritorno, però, l’anziano ha scoperto che la serratura della porta d’ingresso era stata sostituita, e che all’interno dell’abitazione c’era una rom assieme al figlio e a un cane: «Qui ora ci abito io, faccia quello che vuole», gli avrebbe detto l’abusiva.



Parla l’anziano sfrattato dalla rom

Il malcapitato ha poi raccontato che, uscito lo scorso 13 ottobre per degli accertamenti sanitari, era stato contattato dall’amministratore del suo condominio: «Degli inquilini hanno sentito strani rumori provenire dall’appartamento». Tuttavia, l’anziano non si era preoccupato più di tanto: evidentemente – aveva pensato – dei ladri sono stati scoperti e si sono dati alla fuga. L’ipotesi, però, non era fondata: «L’indomani – prosegue nel racconto – il 14 ottobre verso le 11:30, mi recavo a casa per verificare. Ho provato a inserire le chiavi nella toppa della serratura e ho constatato che non erano più funzionanti. Notato l’evidente danneggiamento della porta, ho dedotto che era stata sostituita la serratura. Avendo paura di trovare ancora qualcuno all’interno, mi sono recato in un ufficio di polizia per chiedere un immediato intervento, ma mi veniva consigliato di tornare a casa, cioè fuori casa, chiamare il numero di emergenza e aspettare l’arrivo, effettivamente immediato, di una pattuglia».

«Gli operanti, però, dopo aver constato l’impossibilità di entrare nella mia abitazione con le mie chiavi, hanno suonato. A quel punto compariva una donna a me sconosciuta che accettava di fare entrare i carabinieri», ha raccontato l’anziano sfrattato dalla rom. Il problema è che «i militari, con mio immenso stupore, forse anche per evitare problemi di ordine pubblico nei miei confronti, mi invitavano ad allontanarmi dalla mia abitazione, nonostante avessi rappresentato loro che vivo e ho sempre vissuto lì. Quindi sono dovuto andare via e quella donna è rimasta dentro casa senza che io potessi fare nulla».

L’impotenza dei carabinieri

In sostanza, il punto è questo: non essendoci un furto in corso, i carabinieri non hanno potuto fare nulla, se non registrare che la donna rom aveva sfrattato il povero anziano. In caso di occupazioni abusive, in effetti, il massimo che le forze dell’ordine possono fare è una denuncia in stato di libertà. Solo l’ordinanza di un giudice può disporre lo sgombero dell’immobile. La cosa più grave è che, non potendo entrare nel suo appartamento, l’uomo non può recuperare né i documentari sanitari né le medicine che per lui sono ovviamente essenziali. Senza contare gli altri averi dell’anziano, che adesso sono a completa disposizione della donna rom.

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Attualmente l’uomo è stato ospitato a casa del fratello e, come spiega il suo legale, «l’impossibilità di poter procedere in flagranza ha di fatto privato il mio assistito non solo della possibilità di tornare a casa, ma anche di quella di riavere cose indispensabili. Ci auguriamo che l’intervento dell’autorità giudiziaria trovi una soluzione in tempi brevissimi».

Gabriele Costa

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5 Commenti

  1. Se vuole,scendo a Roma e aspetto,mazza da baseball in mano, la zingara che esce di casa.Cosi’ il signore può ritornare in casa sua senza aspettare che un giudice si pronunci.Che bella nazione sta diventando la nostra! Sempre più nostalgico!

  2. Ditemi dove si trova, che ci penso io a violentare e uccidere la rom. Io non ho paura e fiero di essere fascista. Il mio nome voglio che appaia in pubblico e su tutti i giornali.

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