Roma, 17 mar – Tutti con il fiato sospeso in attesa del verdetto dell’Ema, intanto il premier Mario Draghi e il presidente francese Emmanuel Macron sono pronti a ripartire con il vaccino AstraZeneca appena arriva l’ok dell’Agenzia europea per i medicinali. “Attualmente siamo ancora saldamente convinti che i benefici del vaccino nel prevenire il Covid-19, con i rischi associati di ricovero in ospedale e di morte, superino i rischi di questi effetti collaterali”, ha detto ieri il direttore esecutivo dell’Ema Emer Cooke, lasciando presagire che domani il verdetto sarà positivo.



Draghi e Macron: “Con l’ok dell’Ema avanti con la vaccinazione” (senza aspettare la Germania)

Ieri Draghi si è sentito con Macron per concertare una linea comune: in caso di conclusione positiva dell’analisi dell’Ema i due leader ripartiranno subito con la somministrazione del vaccino AstraZeneca, sospeso “per via precauzionale”. Senza aspettare di vedere che farà la Germania. Insomma, visto il caos generato da Bruxelles sul fronte vaccini, i Paesi Ue si muovono da soli. Infatti lunedì Italia, Francia, Germania e Spagna si erano coordinate per la sospensione, senza informare la Commissione Ue. Decisione peraltro non apprezzata dal Belgio, altro segnale che “chi fa da sé fa per tre”, ora in Europa.

Trenta eventi tromboembolici su cinque milioni di vaccinati

Peraltro tutto in regola, ci mancherebbe. La decisione presa anche dall’Italia rientra “nelle competenze nazionali”, ha ricordato il commissario Ue alla Salute, Stella Kyriakides, ieri al termine del confronto in video conferenza tra i ministri della Salute dei 27 Stati Ue. In ogni caso, il ministro portoghese e presidente di turno del Consiglio Ue, Maria Temido, ha precisato che “tutti i Paesi hanno assicurato che si allineeranno alla valutazione dell’Ema”. Allo stato attuale, l’Agenzia ha reso noto che “il numero di eventi tromboembolici complessivi nelle persone vaccinate non sembra superiore a quello osservato nella popolazione generale”. In tutto, al 10 marzo, 30 casi su un totale di cinque milioni di vaccinati.

Von der Leyen: “Intesa con Pfizer per anticipare 10 milioni di dosi”

Un parere negativo sarebbe una doccia fredda per tutti, anche visti i ritardi e la disorganizzazione nella distribuzione dei vaccini. La priorità è ripartire con la vaccinazione. In tal senso la presidente della Commissione Ue Ursula von der Leyen ha annunciato un’intesa con Pfizer-BioNtech per anticipare al secondo trimestre 10 milioni di dosi previsti in consegna nella seconda parte dell’anno. Nei prossimi tre mesi la Ue si aspetta la fornitura complessiva di 300 milioni di dosi. Certo, i numeri parlano chiaro e dovrebbero convincere anche l’Ema. Nel Regno Unito, dove più di undici milioni di persone hanno ricevuto il vaccino, le morti per Covid sono quasi azzerate.

L’effetto domino scatenato dallo stop della Germania

Il dato politico è che la decisione della Germania di sospendere autonomamente la somministrazione – oltre ad aver irritato Francia e Italia – ha determinato un effetto domino che ha compromesso anche la “reputazione” del vaccino anglo-svedese. In tal senso, Draghi punta a una campagna di informazione per iniettare fiducia nei cittadini ben lungi allo stato attuale di farsi somministrare il siero AstraZeneca. Il danno sul fronte del piano vaccini ormai è fatto: 96 ore di blocco dovrebbero aver determinato un ritardo di 200mila dosi. Dal canto suo, il commissario straordinario Figliuolo fa sapere che si può rimediare con un aumento delle vaccinazioni, riassorbendo il “buco” in due settimane. Il tutto, ovviamente, contando anche sulle consegne di 707.850 dosi aggiuntive del siero di Pfizer.

Il piano vaccini punta a farci passare un’estate tranquilla

L’importante quindi è che dall’Ema arrivi l’ok a riprendere la somministrazione senza bisogno di ulteriori accertamenti. Anche perché, nel secondo trimestre, l’Italia attende 52 milioni di dosi. Senza i dieci milioni di AstraZeneca, ne resterebbero 42, di cui sette del vaccino monodose Johnson&Johnson, che però inizierà ad arrivare dal 15 aprile. Sulla carta, sempre se queste forniture saranno rispettate, sarà possibile immunizzare entro l’inizio di luglio 24 milioni di italiani, a cui sommare i nove che si prevede (ottimisticamente) di aver vaccinato per fine marzo. Numeri che permetterebbero di affrontare l’estate senza i soliti allarmismi dei soliti virologi mediatici.

Adolfo Spezzaferro

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1 commento

  1. purtroppo (o per fortuna) per la maggior parte degli italiani, figli dell’ otto Settembre….TROPPO TARDI !

    avete voluto terrorizzare nei mesi scorsi le persone più fragili tramite questi penosi virologi della TV ed ora già non si vuole vaccinare una gran massa di persone per la paura del vaccino,ma al prossimo decesso di un CC, Polstato o GdF,tutte le vostre scorte ve le potrete mettere nel tubo.

    garantito.

    altro che “andrà tutto beneeeeeee”…

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