Il Primato Nazionale mensile in edicola

Roma, 12 giu – AstraZeneca, è stata oggi emanata dal ministero della Salute la circolare di “Aggiornamento” del parere del CTS sui vaccini.



AstraZeneca, stop agli under 60

La circolare è stata firmata dal direttore della Prevenzione del ministero Gianni Rezza. Punto focale: il vaccino Vaxzevria di AstraZeneca “viene somministrato solo a persone di età uguale o superiore ai 60 anni (ciclo completo)”. Dunque, basta somministrazioni a chi non ha raggiunto questa età. Per chi ha già ricevuto la prima dose di AstraZeneca e non rientra in questa fascia d’età ma deve comunque effettuare il richiamo, spiega la circolare, “il ciclo deve essere completato con una seconda dose di vaccino a mRNA (Comirnaty o Moderna), da somministrare ad una distanza di 8-12 settimane dalla prima dose”.

Le regole sui richiami

Al momento, sono più di 900mila gli italiani sotto i 60 anni che hanno fatto la prima dose di vaccino con Astrazeneca. Adesso saranno costretti a effettuare il richiamo con Pfizer o Moderna. Questi richiami, specifica la circolare del ministero della salute, verranno  rispettando il lasso di tempo  previsto per Astrazeneca – e cioè 8-12 settimane dopo la prima dose.

Raccomandato vaccino Johnson & Johnson

Viene dunque raccomandato dalla circolare il vaccino Janssen (Johnson & Johnson), monodose e “viene raccomandato, anche alla luce di quanto definito dalla Commissione tecnico scientifica dell’Aifa, per soggetti di età superiore ai 60 anni. Qualora si determinino specifiche situazioni in cui siano evidenti le condizioni di vantaggio della singola somministrazione ed in assenza di altre opzioni, il vaccino Janssen andrebbe preferenzialmente utilizzato, previo parere del Comitato etico territorialmente competente“. Queste le conclusioni del verbale del Comitato tecnico scientifico dell’11 giugno, in allegato alla circolare del ministero della Salute relativa ai vaccini.

Eppure ha delle analogie con AstraZeneca

La circolare e il parere tengono conto anche delle “inquietanti” analogie  tra il vaccino di AstraZeneca e il vaccino Janssen (J&J), che riguardano sia per le piattaforme utilizzate che la tipologia di eventi tromboembolici riportati: “lo stato attuale delle conoscenze (che fanno propendere per un rischio associato all’adenovirus), il numero di poco superiore al milione di dosi somministrate nel Paese e la rarità delle segnalazioni di eventi trombotici rari a oggi disponibili, non permettono di trarre valutazioni conclusive rispetto al rapporto beneficio/rischio relativo al vaccino Janssen”.

Ilaria Paoletti



La tua mail per essere sempre aggiornato

Commenta