Roma, 7 gen – Il caldo record, con temperature che in tutti gli Stati della nazione hanno superato i 40°C, è sicuramente la principale causa dei continui e devastanti incendi che stanno distruggendo ampi territori dell’Australia, ma non è la sola. Nelle ultime ore è emerso infatti lo spettro dei piromani che avrebbero contribuito, e non poco visti i numeri, a scatenare l’inferno di fuoco e fiamme. Le autorità australiane hanno accusato ben 183 persone di aver appiccato volontariamente incendi boschivi negli ultimi mesi. Nel Nuovo Galles del Sud sono state arrestate 24 persone per aver provocato deliberatamente incendi a partire dallo scorso novembre. Nello stato di Victoria sono finite sotto accusa 43 persone, sempre per incendi dolosi nel 2019. Mentre nel Queensland gli arresti sono stati 101 (il 70% di loro è minorenne).



Quei divieti non rispettati

Si parla insomma di centinaia di persone, tra arrestati e accusati di aver provocato di fatto l’attuale devastante situazione. Ma non è tutto, perché le autorità di Canberra hanno accusato molte altre persone di “reati minori”: 53 di non aver rispettato il “fire ban”, ovvero il divieto di appiccare fuochi, e altre 47 di aver gettato un fiammifero o una sigaretta in terra. Sono tutti atti che, se dovessero essere confermati, potrebbero comportare per chi li ha commessi condanne fino a 21 anni di carcere. Dunque in Australia, secondo le autorità, non si stanno verificando soltanto temperature senza precedenti, ma vi sarebbero dei precisi responsabili di questa tragedia che sta sconvolgendo la nazione.

Eugenio Palazzini

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