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L’Aquila, 30 apr — Si è conclusa con l’archiviazione del verbale da 533,33 euro la vicenda di un cittadino marsicano multato dai carabinieri per aver violato l’odioso coprifuoco delle 22. L’uomo, 54 anni e originario di Pacentro (L’Aquila), ha infatti presentato un ricorso, — vincendolo — affermando che «le libertà costituzionali non possono essere compresse o limitate». Lo riporta Il Centro.



I carabinieri lo multano per violazione del coprifuoco

I fatti si sono svolti all’1.50 del 28 febbraio scorso, quando i carabinieri hanno fermato il 54enne a bordo della sua Alfa Romeo in via della Stazione centrale a Sulmona. Alla domanda dei militari sul motivo per cui stesse violando il coprifuoco, l’uomo non riesce a fornire una motivazione valida. Cioè, una spiegazione compresa nel novero dei «comprovati motivi di lavoro, salute, necessità o urgenza». Alle forze dell’ordine non è rimasto che comminargli una sanzione da 533,33 euro per aver infranto il terzo comma dell’articolo 1 del Dpcm del 14 gennaio 2021 in quanto «effettuava uno spostamento nell’arco temporale tra le 22 e le 5 del giorno successivo per motivi diversi da esigenze lavorative, situazioni di necessità ovvero per motivi di salute».

Ma l’automobilista fa ricorso

Ricevuta la multa, l’uomo non ci ha pensato due volte: seguendo l’esempio di molti cittadini che sempre più spesso decidono di agire contro le odiose multe per violazione delle restrizioni anti Covid, si è rivolto al suo legale, l’avvocato Lucio Cotturone. Questi ha presentato ricorso contro «il verbale di contestazione per le violazioni delle misure di contenimento del Covid19 con conseguente sanzione amministrativa».

Coprifuoco o domiciliari?

Si legge in tale ricorso: «La norma di cui al Dpcm è un divieto che incide in maniera netta ed indiscutibile sulla libertà personale, paragonabile a un obbligo di permanenza domiciliare che normalmente viene comminata quale pena per un illecito». Il coprifuoco, quindi, sarebbe una forma di arresti domiciliari senza aver commesso alcun crimine. «Inoltre, l’articolo 13 della Carta Costituzionale dichiara inviolabile la libertà personale. Gli eventuali limiti ad essa sono sottoposti alla doppia garanzia della riserva di legge e dell’ordine motivato dell’autorità giudiziaria. L’intera legislazione emergenziale risulta completamente illecita sul piano formale». La richiesta di archiviazione è andata a buon fine: il tribunale dell’Aquila ha accolto il ricorso. Non si conoscono ancora le motivazioni alla base della decisione.

Cristina Gauri

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