Roma, 24 mar — Ultimamente gli sfondoni di Saviano ci fanno fare gli straordinari. Ancora non si era spenta l’eco dell’epica figuraccia con il «riccio abbrustolito» dalle «fiamme della guerra russa» che il «bardo cosmopolita», per dirla alla Fusaro, ne scodella un’altra, se possibile ancora più imbarazzante.

Saviano ci cade sulla schwa

Il luogo del misfatto è sempre Twitter, ovviamente, dove il giornalista partenopeo annuncia di avere intervistato Masha Gessen, attivista Lgbt russo-americana ferocemente critica del presidente russo Vladimir Putin e dell’ex presidente degli Stati Uniti, Donald Trump. Gessen, apprendiamo da Wikipedia, è non binaria e trans e usa i pronomi they-them, che noi ci guarderemo bene dall’utilizzare perché la lingua italiana non è un’opinione. A giudicare dalle foto parrebbe suppergiù una donna, pertanto utilizzeremo i pronomi femminili.

Parole in libertà

«Intervistare Masha Gessen è toccare la storia della dissidenza contro Putin. È l’intellettualə che per primə ha descritto il suo potere criminale. Le ho chiesto come si è arrivati all’invasione dell’Ucraina. La mia intervista sul Corriere», cinguetta Saviano, sfoderando il suo repertorio di schwa, probabilmente convinto di fare cosa gradita alla causa Lgbt. Ma il concetto che forse il giornalista non ha bene afferrato, è che il simbolo alfabetico neutro tanto caro alla Murgia e utilizzato per affermare «la pluralità dei generi e delle identificazioni di genere» non va usato a caso sulle prime parole che ti capitano a tiro: «intellettuale», ad esempio, è già un termine neutro. L’uso della schwa è, in tal caso, priva di senso. Savià, te lo dobbiamo spiegare proprio noi?

Pronomi errati

E poi il bardo cade clamorosamente sui pronomi: «le ho chiesto», ma la Gessen è non binaria, quindi utilizza il pronome neutro in terza persona plurale: «ho chiesto loro». Il giornalista è stato immediatamente bersagliato dai suoi stessi sodali, che l’hanno accusato di virtue signalling (in parole povere, di ostentare eccessivo progressismo e correttezza politica) senza aver nemmeno compreso i meccanismi base del linguaggio gender neutral. Insomma Saviano, rompi tanto le palle sull’inclusione, ti atteggi a woke e sei il primo che incasina il linguaggio gender come un novellino. Probabilmente chi sta scrivendo lo sa usare meglio di te, che da bravo progressista dovresti padroneggiarlo. Come ha giustamente fatto notare un utente Twitter: «Se dovete fare gli idioti con lo schwa, almeno fatelo bene, se non altro sembrate coerenti, non solo idioti». 

Cristina Gauri

 

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1 commento

  1. Il “bardo cosmopolita” non riceve più le veline con le quali farsi forte! E’ dura arrangiarsi per chi non è mai stato abituato a farlo. Fosse la fine di tutti i yes-men, saremmo quasi a cavallo…

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