Roma, 24 mar – Ormai Alessandro Orsini, docente alla Luiss, è diventato il nemico numero uno del mainstream italiano: dal Pd che vuol dare la caccia ai «sostenitori di Putin», a Wikipedia che ha oscurato la sua pagina, l’esperto di relazioni internazionali è diventato peggio di Bin Laden. E proprio perché il suo nome fa notizia, la Rai ha pensato bene di ingaggiarlo come ospite a Cartabianca, con il compenso di duemila a puntata. Apriti cielo: benissimo glorificare sul servizio pubblico la speronatrice di motovedette della Guardia di finanza, ma guai a far parlare una voce fuori dal coro. È per questo che, dopo i recenti attacchi, ci ha pensato Giampiero Mughini a prendere le difese di Orsini.  

Contro il pensiero unico  

In una lettera aperta inviata a Dagospia, infatti, il noto opinionista televisivo ha spiegato così il suo sostegno al bistrattato professore: «Trattandosi di questa puttanissima guerra in cui un Paese europeo come l’Ucraina è costantemente sotto un diluvio di bombe e di fuoco, figurati se non cerco di capirne di più, di saperne di più, di mettere nel conto ragioni che a prima vista sfuggono ai più». Insomma, sostiene Mughini, «figurati se non mi ci butto in picchiata nel leggere gli articoli della professoressa Donatella Di Cesare, quelli su Fatto dell’ex generale Fabio Mini, oppure le volte che il professore Alessandro Orsini è chiamato in tv a dire la sua, lui che sull’argomento in questione ne sa dieci o quindici volte più della media di quelli che aprono bocca in televisione».

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Mughini difende Orsini

Volontà di saperne di più, quindi, è quella che spinge Mughini a sentire tutte le campane, anche quelle che stonano nel concerto monocorde del mainstream atlantista: «Resto perciò di stucco innanzi alla barbarie di chi sta lanciando grida di dolore perché una trasmissione Rai ha offerto duemila euro a puntata a sei interventi del professore Orsini, che qualcuno definisce “un pifferaio” di Putin, ossia lo insulta selvaggiamente. Mi intendo come pochi altri dello stare “in minoranza” su un argomento diffuso, e dunque sto interamente dalla parte del professor Orsini. E non perché condivida al cento per cento i suoi argomenti, ad esempio non sono così convinto ma Putin abbia “già vinto”. Detto questo, guai se lui e gli altri che ho citato non ci fossero. Quanto saremmo più poveri di idee e di intelligenza». A proposito, da poco è arrivata la comunicazione che la Rai, a causa delle pressioni «democratiche», ha annullato il contratto al professore. Viva la libertà.

Elena Sempione

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