Lucca, 14 gen – Si sono aperte le porte del carcere per una badante bulgara di 57anni a Lucca: la donna avrebbe picchiato l’anziana signora 89enne della quale doveva prendersi cura e ha poi aggredito gli agenti di polizia accorsi sul posto dopo una segnalazione. lo riporta La Nazione.

L’aggressione

I fatti risalgono a lunedì 13 gennaio: gli agenti della locale stazione di polizia sono giunti per intervenire dopo la segnalazione di una vicina di casa, spaventata dalle urla che provenivano dall’abitazione della vittima. L’anziana donna era sotto le “cure” della badante straniera, assunta per un periodo di prova dalla famiglia della vittima. Dopo il primo diverbio per futili motivi, la bulgara si sarebbe avventata, picchiandola selvaggiamente, contro l’anziana, che non essendo in grado di difendersi ha iniziato a urlare per attirare l’attenzione dei vicini. Da qui l’allarme alle forze dell’ordine.

L’arrivo della polizia

Una volta giunti sul posto, i poliziotti hanno cercato di ridurre la badante a più miti consigli, ottenendo, per tutta risposta, la reazione infuriata di lei, che non paga di aver infierito sulla 89enne si è scagliata contro di loro aggredendoli con con calci, schiaffi e sputi. Alla fine gli agenti sono riusciti – non senza fatica – a immobilizzare la straniera e condurla negli uffici della centrale, accusandola dei reati di lesioni personali e di resistenza a pubblico ufficiale. La 57enne è stata dichiarata in arresto e posta in stato di fermo. Al momento dell’aggressione l’anziana vittima presentava sul volto i segni dell’aggressione subita. La donna, in stato di choc, è stata accompagnata al pronto soccorso dell’ospedale locale, dove è stata visitata dai medici che le hanno riscontrato un grosso ematoma sul viso. Dopo essere stata medicata, l’89enne è stata dimessa con una prognosi di 10 giorni.

Cristina Gauri

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Classe 1977, nata nella città dei Mille e cresciuta ai piedi della Val Brembana, dell’identità orobica ha preso il meglio e il peggio. Ex musicista elettronica, ha passato metà della sua vita a fare cazzate negli ambienti malsani delle sottoculture, vera scuola di vita da cui è uscita con la consapevolezza che guarire dall’egemonia culturale della sinistra, soprattutto in ambito giovanile, è un dovere morale, e non cessa mai di ricordarlo quando scrive. Ha fatto uscire due dischi cacofonici e prima di diventare giornalista pubblicista è stata social media manager in tempi assai «pionieri» per un noto quotidiano sabaudo. Scrive di tutto quello che la fa arrabbiare, compresi i tic e le idiozie della sua stessa area politica.

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