Roma, 4 nov – Abbiamo visto tutti le immagini di Balotelli mentre interrompeva la partita della sua squadra contro il Verona, perché offeso dagli sfottò di quindici persone della tifoseria avversaria (numero stabilito dagli ispettori). Il pallone è mio e se lo porto via non gioca più nessuno, l’attaccante del Brescia dovrebbe dare alle stampe un libro con questo titolo. E anche stavolta, infatti, il bambinone Mario ha dato l’ennesima prova di non sapere stare al mondo: la tentazione di vittimizzarsi – distorcendo un mero tentativo di destabilizzare l’avversario quali sono gli ululati da curva – anche ieri è stata davvero troppo forte. Balotelli è oltraggiato dai cori disumanizzanti che lo paragonano a una scimmia. Noi siamo nauseati dalle sue reazioni uterine e dal non sapere stare al proprio posto a compiere il proprio dovere, fino in fondo.

E le spese di questo comportamento le faremo noi: per ogni volta che ognuno di queste privilegiate, coccolate, arroganti e schifosamente ricche “vittime” di presunti attacchi razzisti, sessisti, omofobi, si gioca la carta del martirio, noi dovremo sorbirci gli attacchi congiunti dei mainstream media, dei commentatori, degli intellettuali, dei politici: il grido dell’allarme razzismo, l’invocazione di pene ancora più severe, provvedimenti repressivi sempre più liberticidi. Commissioni, inquisizioni, sentenze, patiboli. (Mica per tutti, ovviamente: alla Meloni o alla Santanché possono dare tranquillamente delle zoccole, Salvini va appeso a testa in giù, e via discorrendo).

Balotelli ci crede proprio: è così immedesimato nella propria parte di povero uomo dalla pelle scura, bersaglio del razzismo degli italiani, da non accorgersi di essere il primo classista che misura tutto con il metro del portafogli. Un uomo che ha la facoltà di poter buttare in mare duemila euro, così, sull’unghia, per pagare lo spettacolino di un napoletano dei ceti popolari che per scommessa si butta a mare in sella a uno scooter. Lo paga per vederlo coprirsi di ridicolo: duemila euro per filmare una scena da postare sui social, perché lui i soldi li fa come le uova, e quindi può permettersi di comprare tutto – compresa la dignità delle persone – per il divertimento suo e della sua corte di followers. Balotelli non è un vittima, è un privilegiato rancoroso che preferisce delegare agli altri la responsabilità di non essere riuscito a esprimere appieno il proprio potenziale calcistico. E nel farlo vomita così il suo rancore: disprezzando la gente comune come ha fatto a Napoli – ma certamente, non sarà mai grave come i fantomatici “buuuu” razzisti. Lui frigna, a noi tocca la repressione.

Cristina Gauri

7 Commenti

  1. Ottimo articolo Cristina , da Interista mi permetto una chiosa ,
    partito nelle giovanili della Beneamata , osannato dai tifosi Nerazzurri , oggi è ODIATO ,non
    per il colore della pelle ma perché il PIRLA , nella CENTENARIA storia del club , è stato
    l’ unico a sputare e calpestare la nostra maglia !!!!!!
    A Lukaku i tifosi hanno ben spiegato di recente la differenza tra razzismo e tifo in italia …..

    Recentemente il pirla piagnone , entrato in campo contro l’ INTER , è stato giustamente fischiato per i fatti del 2010 …. ed ha pensato bene di andare sotto la curva facendo il dito medio ….
    Ovviamente il coglione che guadagna milioni di € per correre in mutande dietro il pallone … s’è beccato per tutta la partita il coro “balotelli figlio di puttana !” che non ha nulla di razzista …. Facendo la vittima , ha chiesto che cessassero i cori RAZZISTI , (razzisti?) giustamente INASCOLTATO .

    Per chi ignorasse le sue “prodezze” , ne cito alcune :

    E’ entrato in un carcere femminile senza autorizzazione ( a far che ? )

    Girava con una pistola giocattolo ma verosimile , accorse 2 volanti , per fortuna sua gli agenti hanno capito che era solo un coglione …..

    Ha tirato in Inghilterra le freccette (quelle a punta in ferro) contro i ragazzi delle giovanili del suo club , ferendoli .

    e fermiamoci qui …. le balotellate sono sui giornali e verificabili .

    Unico sportivo ODIATO dai tifosi MENTRE gioca nella squadra del cuore !!!!!
    Non credo che i milanisti lo rimpiangano , anche se baciava la maglia dell’ ALTRA squadra di Milano …..

  2. Quoto in toto! Purtroppo, finché ci saranno persone che supportano il sistema calcio, questi ” Nullatenenti Mentali “, alla BALUbelli potranno fare le loro sceneggiate con il supporto della, rivoltante, retorica antirazzista. Ho amato, e tuttora confesso, amo il calcio, ho giocato a livello amatoriale e sono stato un ultras, ma, oramai, da 15 anni non entro più in uno stadio, non pago nessun abbonamento televisivo e mai lo farò. Quando si è giovani si può anche rimanere irretiti da questi soggetti, ma non concepisco persone che hanno superato gli ” Anta ” che ancora sostengono questo Circo. Siamo alla follia che, oltre a pagare, salatissimi tagliandi d’ingresso, si venga, nell’ordine: 1) perquisiti come se si entrasse in un carcere di massima sicurezza; 2) monitorati e schedati con riconoscimento facciale a mezzo telecamere, ora anche droni, e previa fornitura di generalità; 3) non si può fumare, bere alcolici e, sopratutto, esprimere dissenso, in particolar modo verso i giocatori di colore, perché per i caucasici si chiude un occhio, basta aver ascoltato per radio Roma – Napoli ed aver udito l’Olimpico riempire di ululati Manolas, eppure non ho sentito di richieste riguardanti l’interruzione della partita, tanto meno ho veduto servizi nei telegiornali. L’unica forma di dissenso che i giostrai del Carrozzone capiranno, sara quello di tagliargli i fondi, altrimenti si continuerà a vedere gente come Dalbert fare la vittima a ogni pie sospinto.

  3. Quel negraccio disgustoso & ripugnante che scrive un libro?… Tutt’ al più, come sottilmente ha scritto l’articolista, lo “darà alle stampe” . Dopo aver trovato, e PAGATO, un qualcheduno che metta su carta, in “belle lettere” , le sue animalesche cacofonie condite di livore, astio e rancore tipiche degli esemplari della sua “etnia” quando si ritrovano, per un qualche caso, serviti, leccati & riveriti. E IMPUNITI.

  4. Cristina Gauri: tagliente, precisa e mai sopra le righe.
    Senz’altro una delle penne più interessanti della testata.

  5. Ma avete ascoltato con dovizia di particolare gli audio del Bentegodi, domenica in Verona Brescia. Non si sente niente, premetto che Sky dispone di 4 potenti microfoni in prossimità delle bandierine.
    La punta bresciana, ha tentato di provocare, sperava in una reazione becera che invece non c’è stata. Gli stessi tifosi del Brescia son rimasti sorpresi, solo la loro società ha enfatizzato l’accaduto onde evitare scontata squalifica al proprio tesserato.
    Da sottolineare la Standing Ovation riservata al giovane giocatore autore del Goal per il Verona salsedo. Anch’egli con pelle scura, ma fortunatamente dotato di normale intelligenza.

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