Roma, 4 nov – Icona del perbenismo fintamente antirazzista, prima di tutto. Ecco a cosa può oggigiorno ambire un giocatore (soprattutto) di colore che non voglia limitarsi a dare i calci ad un pallone, per elevarsi ad un livello superiore che sia il risultato della somma di buone intenzioni, di generica retorica e di insopportabile bon ton importato anche negli stadi di calcio. Mario Balotelli è uno di questi soggetti, e probabilmente la sua carriera in continua discesa (dall’Inter del triplete al Manchester City fino ad arrivare, oggi, al Brescia) ha reso per lui improrogabile l’esigenza di attirare su di sé la benevolenza del mondo patinato che si nutre di antirazzismo e di bene universale. Ieri si è disputata la partita di campionato che ha visto l’Hellas Verona giocare contro il Brescia di “Supermario”, e quest’ultimo si è reso protagonista dell’ennesima scena di protesta verso i tifosi avversari che, a detta sua, avrebbero intonato cori razzisti.

La sceneggiata di Balotelli

Al 55’ minuto, Balotelli ha calciato il pallone contro i tifosi veronesi minacciando di lasciare il campo, aprendo il sipario della commedia infinita di tutti i giocatori che, abbracciandolo e dandogli pacche sulle spalle, alla fine lo hanno convinto a restare per concludere la partita. Martedì si pronuncerà il giudice di gara, il quale, come già in altre occasioni, potrebbe richiedere indagini supplementari alla Procura federale. I dirigenti dell’Hellas Verona, intervistati, hanno in tutta franchezza dichiarato di non aver affatto sentito cori più o meno razzisti, ma solo i tipici sfottò che dalla notte dei tempi vengono intonati negli stadi di tutto il mondo. A ruota, è intervenuta la dirigenza del Brescia che si è detta indignata “per il comportamento di alcuni tifosi della squadra di casa che si sono resi protagonisti di un comportamento indegno e incivile ai danni di Mario Balotelli”.

Sono andati oltre però accusando gli alti rappresentanti manageriali della società Hellas Verona di aver sminuito l’accaduto con dichiarazioni a tv e organi di stampa. A detta del Brescia, la prova dell’accaduto starebbe nelle ripetute preghiere di tutti i giocatori affinché Balotelli facesse il favore al mondo intero di terminare la partita e non fuggire via come minacciava di voler fare. Figuriamoci, però, se in quella situazione potrebbe mai un giocatore permettersi di dissentire dal coro unanime e prendere Balotelli per un orecchio intimandogli di fare il suo dovere di gran campione, ossia di giocare bene e di tapparsi le orecchie, ove venissero davvero intonati cori razzisti.

Sbirciando il suo profilo Instagram, si nota un ultimo post con il video della sua ribellione contro i tifosi del Verona e, come post precedente, un video girato in chissà quale città africana in cui svariati bambini di colore lo nominano sorridendo, finendo con un tizio bianco, una sorta di missionario, che rincuora Supermario garantendogli che “il razzismo è solo ignoranza e di ignoranti ce ne sono tanti”. E dunque, addirittura dal continente nero, per dirla alla Vianello dei Watussi, giungono testimonianze di solidarietà per un milionario giocatore di serie A che forse, non si sa con certezza, ha ricevuto durante una partita degli insulti.

Ma come, Mario, non sei più un bad boy?

Sorprende che una richiesta di così estremo rigore perbenista provenga da un soggetto come Mario Balotelli, che non ha mai fatto della disciplina una delle sue virtù, e difatti piaceva e piace anche per questo. Il ragazzo ribelle, che unisce al suo talento anche un certo anticonformismo, risulterebbe interessante se non cadesse costantemente in queste baracconate per le quali lui, milionario, famoso, forte e idolo di milioni di persone deve sentirsi ferito dai cori di chi ha pagato per vederlo giocare a pallone.

Oggi tutto è razzismo e qualsiasi luogo, qualsiasi contesto deve allinearsi ad una visione del mondo imbarazzante per cui non viene punito il fare sbagliato ma il dire scorretto. Viene preteso che all’interno di uno stadio, durante una partita di calcio, i tifosi si comportino come chierichetti durante una messa e sappiano distinguere il colore della pelle di ogni giocatore poiché è ormai noto che qualsiasi insulto rivolto ad un nero si trasforma in un’ondata di razzismo pronta a travolgere il paese intero, con il conseguente necessario intervento di istituzioni varie. Ma anche un bambino capirebbe che il tifoso ha come scopo anche quello di far innervosire il giocatore avversario, e dunque ad un nero, per ottenere tale risultato, si devono ovviamente rivolgere attenzioni di quel tipo.

A Materazzi, ad esempio, rimasto orfano di madre da bambino, ogni curva avversaria gli dava del figlio di puttana, eppure nessun giudice sportivo si è mai sognato di intervenire in difesa del ricordo intimo della madre defunta. Il colore della pelle, a quanto pare, è sopra tutto e tutti dobbiamo inchinarci di fronte all’ultra sensibilità di questi miliardari che nella vita, oltre ad indignarsi, danno calci ad un pallone.

Lorenzo Zuppini

7 Commenti

    • Spiegacelo tu, cos’è il razzismo! Solita indottrinata priva di discernimento. Io sono razzista, nel senso che classifico gli esseri umani in base al genotipo di appartenenza, stessa cosa si fa con i felini, quadrupedi vari, insetti, e via discorrendo. poi valuto il singolo individuo. BALUbelli è un cerebro leso che guadagna, ma forse gli indottrinati non lo sanno, 4 milioni di Euro, non stiamo parlando di un operaio metalmeccanico che percepisce 1400 Euro al mese. In campo fa ridere, si parla di lui solo per gli avvenimenti extra calcistici, e questo n’è un esempio, se non gli aggrada essere dileggiato, vada a giocare in Ghana, da dove proviene, sempre se sappia localizzarlo sulla cartina geografica. Vedrà che li gli ululati non li riceverà, forse, però, non gli daranno 4 milioni all’anno, ma tant’è, lui non è mica attaccato al denaro, giusto?

  1. Onore ai tifosi dell’hellas verona e al loro indomito leader che hanno il coraggio di dire quello che pensano tutti gli italiani veri

  2. @Sarà…da quando esiste il calcio le offese che si sono sentite dal pubblico contro giocatori e arbitri sono spesso irripetibili. Il problema è che non è possibile che un calciatore milionario nero e buffone faccia una sceneggiata, inventando offese che nessuno ha sentito e se anche fosse, non può esistere un “comitato etico” che decide quali offese siano giuste o quali sbagliate,sarebbe una idiozia, come idiota è il tuo commento.

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